Beatificazione Livatino, tra presenze “eccellenti” e l’impronta di impegno civile del giudice

Tra le diverse “lezioni” che ci ha lasciati Rosario Livatino una è quella di ambire alla coerenza, all’impegno civile. Il giudice ragazzino sarà , dal 9 maggio, il primo magistrato beato nella storia della Chiesa. E’ stato ucciso a 37 anni, tra pochi mesi ne avrebbe compiuto 70, a un passo dalla pensione. “Oggi ho prestato giuramento , che Dio mi accompagni e mi aiuti ad essere un degno magistrato”, scrisse nel suo diario tredici anni prima di essere ucciso. Parole che risuonato spesso nelle menti e nei cuori di chi lo ha conosciuto e lavorato con lui, gli stessi che saranno presenti lunedì 9 maggio in cattedrale ad Agrigento. Al duomo è consentito l’ingresso solo muniti di pass per un massimo di 200 persone, le restrizioni dovute al covid non consentono di andare oltre. Anche la stampa seguirà l’evento da fuori la cattedrale, sarà presente solo Raiuno che trasmetterà in diretta l’evento. Non mancheranno le autorità provinciali e regionali ma anche nazionali: dovrebbe essere presente il ministro di grazia e giustizia, Marta Cartabia , e il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. Chi ha assicurato la propria presenza è il vice presidente del Csm , David Ermini (nella foto), che partecipando alla prima del docu-film su Livatino “Picciotti che cosa vi ho fatto?”, proprio nella sede del Csm, ha sottolineato “ quella fulgida figura di magistrato, una figura simbolo del tributo di sangue che la magistratura ha pagato a difesa della legalità e della democrazia”. Questa mattina al palazzo arcivescovile di Agrigento l’arcivescovo, mons. Francesco Montenegro ha parlato così: “E’ come se il Signore ci accendesse una luce , quando c’è il buio in una stanza abbiamo paura di muoverci , la chiesa nella sua maternità decide che una luce si è accesa in un momento particolare perché ognuno di noi riprenda respiro e guardando al giudice Livatino possa riprendere il suo cammino e fare la sua parte. Non è una luce accesa solo su Agrigento, è un Santo nato nella terra agrigentina ma come beato appartiene a tutta la chiesa, quindi, è una luce che appartiene a tutta la chiesa.” A presiedere la celebrazione sarà il cardinale Marcello Semeraro, prefetto della congregazione delle cause dei Santi.