Battuta o addirittura asfaltata in Umbria la sinistra al caviale

Credo che, tra le tante battute di queste ore, – (dopo la clamorosa affermazione elettorale in Umbria, regione da sempre monopolio della sinistra) – sia quella più pittoresca, originale e nello stesso tempo reale e pungente di un Salvini sovranamente molto soddisfatto per l’affermazione della Lega, che unitamente a FdI ed a FI governerà la Regione nel prossimo quinquennio.

La battuta che colgo dal mondo virtuale, agli occhi degli italiani mette il dito sulla piaga del mondo reale, dove la realtà dei poveri, specie nell’ultimo decennio, con particolare accelerazione nell’ultimo quinquennio 2013-2018, ha subito leggi tanto ingiuste quanto disastrose. E così la fascia di povertà, contraddicendo tutte le parole si è paurosamente allargata e quasi triplicata in Italia.
A dirlo con l’eloquenza dei numeri sono le statistiche, a cui si aggiungono quelle ultime, recentissime di questi giorni, degli italiani, soprattutto giovani, che per trovare lavoro dal Nord al Sud, hanno dovuto lasciare l’Italia.
Recentissima la manifestazione di Palermo con la presenza di due Vescovi, quello di Palermo Mons. Corrado Lorefice e quello di Monreale Mons. Michele Pennisi che hanno partecipato ad una manifestazione che si è svolta a Palermo con le valigie di cartone, contro l’esodo dei giovani siciliani, evitando la rassegnazione di chi parte e la disperazione delle loro famiglie.
La sinistra al caviale è quella sinistra che ha smarrito la sua identità abbandonando le lotte dei lavoratori, restando al loro fianco solo a parole, eliminando quasi tutti quei diritti conquistati nei decenni precedenti, favorendo nell’insieme una ristretta fascia politico-clientelare, con leggi ad hoc ed elargendo generosamente sotto varie e discutibili forme denaro pubblico a fasce ristrette.
Una sinistra al caviale, insomma con cultura radical scic, vittima compiacente e consenziente del più subdolo neo-liberalisno, che ha continuamente spostato l’attenzione su discutibili diritti individuali, dimenticando quelli di giustizia sociale, anche a costo di travisare e/o forzare la stessa Carta Costituzionale sulla visione di famiglia, così come vista dai Padri costituenti.
Non solo ! il popolo ha poi ogni tanto dovuto pure sentire da parte di autorevoli esponenti della sinistra, proposte come quella di coprire, anche solo temporaneamente, con ritrovati della tecnologia di oggi, dei marchingegni per velare le Croci delle varie tombe del Cimitero per non turbare la sensibilità dei Musulmani, o, proprio recentemente, per lo stesso motivo, in nome di una amena laicità, eliminare il Crocifisso dalla aule scolastiche e dai luoghi pubblici. Ed altro di questo genere. Proposte che la coscienza del popolo italiano in stragrande maggioranza rifiuta e su cui i massimi esponenti di quei Partiti hanno fatto finta di non sentire.
Una sinistra – come ha detto qualcuno – incapace di pensare o addirittura pericolosa quando pensa.
Una sinistra al caviale insomma quella che in Umbria è stata bocciata, distinta e distante dal popolo, dalle sue vere esigenze, dai suoi drammi, e soprattutto dalla sua vocazione ed identità.
La batosta elettorale dovrebbe finalmente costringere a riflettere, eliminare discussioni inutili, invertire davvero la rotta, riprendere la carica ideale delle origini, monitorando costantemente i risultati.
Diego Acquisto