Basket, intervista a Marco Portannese: agrigentino che ha toccato le più alte vette sportive

Un vero orgoglio nostrano che ha mosso i suoi primi passi con la Fortitudo

 

Uno dei tanti orgogli nostrani in ambito sportivo. Parliamo del trentenne agrigentino Marco Portannese, cestista di professione, giudicato uno delle migliori guardie-ali della seconda serie oltre che emblema del basket siciliano.

Dall’alto dei suoi 194 cm, ha giocato in Serie A ed è stato uno dei pochissimi siciliani nel giro delle selezioni azzurre. Dal 2017 ha sfruttato il proprio passaporto svizzero per giocare con la nazionale rossocrociata. Questa estate ha comunicato la preparazione con la Fortitudo prima di trovare casa in Svizzera, dove attualmente veste la maglia della Lugano Tigers.

E’ nato e cresciuto ad Agrigento ma andato via a soli 16 anni per inseguire un sogno, il suo: quello di diventare un bravissimo giocatore. Torna nella sua città poche volte l’anno per rivedere la sua famiglia che ama profondamente.

Con lui il Direttore Domenico Vecchio si è intrattenuto in un’intervista dai toni confidenziali. Uno scambio di battute che Portannese ha ben gradito poichè, come da lui affermato, “è stata un’occasione per tenerlo in qualche modo in contatto con la sua terra alla quale è legato”. 

 

Hai trovato la squadra che cercavi?

Ciao Domenico, innanzitutto grazie per l’intervista, cosi facendo mi tieni in contatto con la mia terra. Ho trovato per adesso una buona sistemazione e mi sto aprendo un mercato nuovo, quello della Svizzera. Mi trovo molto bene, mi hanno accolto tutti benissimo! Pensa che prima dell’allenamento vado a prendere un caffè da Pino, il proprietario di un bar accanto il palazzetto e chiacchierando con lui mi chiede: “Ma dove mangi a pranzo”?

Ed io: “A casa”.  Ed ecco che si dice pronto a parlare col presidente per dirgli che sarebbe andato a  mangiare da lui. Viaggiando per le trasferte fa strano fare un due ore di strada, fermarsi all’autogrill e sentire parlare in tedesco e dopo un’ altra ora invece sentire parlare francese. La Svizzera è gestita molto bene dallo Stato. Tutto pulitissimo, appena ti avvicini alle strisce pedonali si fermano subito le macchine e quando ti fermi con la macchina ti ringraziano tutti! Mah. Tante cose alle quali non siamo abituati purtroppo.  In autostrada la velocità massima è 100 k/h, meno che in Italia. Un giorno passata la dogana sono subito andato a 150 (spero che mio padre non legga l’articolo, poi vabbè i ragazzi giovani non hanno la patente quindi per quello non è un problema !)

Come ti trovi? Obiettivi personali e di squadra?

Tornando al basket, il mio obiettivo è quello della squadra e quindi arrivare ai play-off.

 Ti manca la Lega Italiana?

Della Lega Italiana mi manca incontrare tante persone a cui sono legato e stare vicino a loro e un occhio all’Italia lo do sempre.

Nella tua brillante carriera manca la Fortitudo. Questa estate ti hanno cercato, è vero? 

Si è vero, racconto sempre che ho iniziato a giocare sin da ragazzino in questa squadra ed ho fatto la promozione dalla C2 alla C1 poi io sono andato in Toscana e loro a poco a poco hanno fatto altre promozioni fino all’A2.

Come mai non siete riusciti a trovare l’accordo?

C’è stato un interessamento, a me sarebbe piaciuto rimanere in A1 cosi ho preso tempo e poi non si è concretizzato nulla. Sì esatto, mai dire mai. Sono legato alla società e a chi ne fa parte. Proprio qualche giorno fa ero a cena a Milano con alcuni amici del basket agrigentino con cui sono cresciuto. Siamo amici e questo è il legame che mi interessa e che ho verso tutta la società ed Agrigento, però per me giocare adesso è un lavoro e purtroppo devo guardare anche questo aspetto.

Per un po’ ti sei allenato con loro, che impressione hai avuto? 

Sì, sono stati tutti gentili e disponibili con me nell’accogliermi per gli allenamenti. Ho notato da subito il carattere e la preparazione del coach e tutta la volontà dei ragazzi nel stargli dietro. Poi difendono veramente bene con tanta applicazione e questo non è una cosa da poco. Il coach ha le idee chiare e sta impostando la sua visione di gioco. Sono stato poco ma fanno un basket veloce e quando possibile alzano l’intensità per mettere in mostra le qualità dei loro giocatori, appunto da De Nicolao a James due che faranno molto bene sia ad Agrigento sia in futuro, hanno la testa sulla spalle e sanno cosa vogliono.