Bandita la gara per salvare la baia di Pirandello

Eppur si muove. La gara è stata bandita. Tradotto significa un primo passo per intervenire sul costone argilloso del Caos, quello che ad Agrigento sta scivolando giù per colpa dell’azione combinata del mare che erode la base e l’evidente dissesto idrogeologico a monte. Fenomeno di erosione già rilevato da tempo e che si aggrava giorno dopo giorno. Dopo anni di richieste di aiuto e allarmi, qualcosa adesso si muove. I rilievi sono stati eseguiti interamente da una ditta di Agrigento, la Geonautics srl, ormai quasi due anni fa. Più di un anno per approvare il progetto e finalmente arriva la gara, dalla Regione Sicilia, per assegnare i lavori per un importo a base d’asta di 2.490.280,51 euro.
L’intervento prevede l’incanalamento delle acque meteoriche in parte già fatto da Anas e, in parte, dalla Regione, l’opera di difesa al piede della falesia con realizzazione di barriere soffolte e ripascimento con prelievo di sabbie dal piccolo molo insabbiato che insiste nel piazzale Caos. Le barriere soffolte sono delle scogliere artificiali, realizzate con il calcestruzzo, che vengono poste a una profondità di cinque metri e che sono alte due metri e mezzo. La funzione delle barriere è quella di contenere  la spinta ondosa. Si interverrà anche sulla sovrastante statale 640, anche questa, minacciata dall’arretramento della costa. A tenere alta l’attenzione sulle questione è stato Claudio Lombardo di MareAmico.
Per spiegare bene la questione l’ambientalista si è rifatto ad un vecchio detto siciliano: “Mentri u medicu studia u malatu si fa la via”. Il proverbio, in senso figurato, aveva sintetizzato bene la vicenda che adesso sembra vicina alla svolta. L’altipiano argilloso sul mare africano da salvaguardare non è un costone qualunque, ma è stato reso celebre da Luigi Pirandello che qui è cresciuto e dove insiste la casa rurale dove il famoso drammaturgo ha vissuto. Sono cinque i crolli registrati nell’ultimo mese. Secondo l’Anas da un decennio viene giù a una velocità di due metri l’anno. In pericolo oltre la strada statale anche diversi insediamenti abitativi e strutture ricettive. “Questo arretramento sta coinvolgendo la strada statale 640 – dice Claudio Lombardo di Mareamico – il fronte più avanzato della frana dista otto metri dalla strada. Si tratta dell’unica strada che permette il collegamento dei camion che arrivano via mare con il centro della Sicilia. Rischia di interrompersi il commercio marittimo” Domenico Vecchio