E’ fissato per il prossimo 15 dicembre, davanti i giudici della quarta sezione penale della Corte di appello di Palermo, il processo di secondo grado per la bancarotta fraudolenta della cantina sociale Enocarboj. Sul banco degli imputati siedono nove persone ovvero i membri che si sono succeduti nel consiglio di amministrazione. I fatti risalgono al periodo compreso tra il 1999 ed il 2001.
In primo grado il tribunale di Sciacca ha condannato ad 8 anni di reclusione ciascuno a Francesco Turturici, Matteo Cutino, Salvatore Ciaccio e Arturo Morreale; 7 anni e 6 mesi di reclusione a Giuseppe Tulone, Vincenzo Marinello e Concettina Chiarini; 7 anni di reclusione per Giuseppe Bono; 6 anni per Antonino Sutera. L’unica assoluzione è stata disposta nei confronti di Pasquale Caro.
Secondo l’accusa tutti avrebbero operato con grave imprudenza con l’obiettivo di ritardare il fallimento della società. La cantina sociale, già nel 1999, chiudeva l’esercizio con un debito di 2 miliardi delle vecchie lire ma – nonostante questo – gli amministratori avrebbero stipulato nel 2002 un contratto di associazione in partecipazione con un’altra società che impegnava a versare il debito nelle casse della Enocarboy. Cosa che, secondo gli inquirenti, non sarebbe mai avvenuta del tutto.
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