Tutto è partito dagli insegnanti e dal dirigente scolastico non appena hanno letto il compito in cui veniva chiesto agli alunni di raccontare le giornate in famiglia. Una ragazzina di 12 anni ha scritto nel tema di stare male “quando mio padre picchia la mamma”. Da questa traccia è partita l’indagine dei carabinieri della Compagnia di Licata che, subito dopo, hanno convocato la donna, una trentenne licatese, che ha confermato la circostanza.
Nei confronti del marito, trentacinquenne licatese, è scattato il divieto di avvicinamento ai luoghi delle persone offese e l’allontanamento dalla casa familiare. Adesso è indagato per maltrattamenti in famiglia e, da alcuni giorni, si trova anche ai domiciliari. La Procura di Agrigento, con il pubblico ministero Alessandra Chiffi, ha chiesto e ottenuto l’incidente probatorio per “cristallizzare” le dichiarazioni di mamma e figlia, rappresentante dall’avvocato Francesco Cottone (nella foto).
Davanti il gip del tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, hanno di fatto confermato la versione. L’indagato, invece, ha sempre respinto ogni addebito.
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