Ballottaggio, scatta il silenzio elettorale ma non sui social

L’ultimo appello al voto dei candidati sindaco agli elettori di Agrigento.

È calato il silenzio elettorale. Dopo le ultime battute della campagna elettorale, dalla mezzanotte di sabato, la legge prevede una pausa di riflessione sulla scena politica durante la giornata del voto di domenica e lunedì. Non è strano, però, che ci siano strappi alla regola. La legge sul silenzio elettorale risale al 1951 e nel corso degli anni ha subito diverse modifiche. In molti, già al primo turno, hanno sfruttato i social network per lanciare messaggi elettorali più o meno velati, grazie al fatto che alcuni giuristi sostengono che non ci sia “una norma che estenda il silenzio elettorale ai social media”.

Resta però la quintessenza dell’articolo 9 della legge 202/1956, che sostiene nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni sono vietati i comizi, le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, la nuova affissione di stampati, giornali murali o altri e manifesti di propaganda. In più, è vietata ogni forma di propaganda elettorale entro il raggio di 200 metri dall’ingresso delle sezioni elettorali. Per chi non rispettasse questa normativa, la legge prevede sanzione amministrative e pecuniarie.

Si chiude così la campagna elettorale più anomala della storia della città di Agrigento. L’emergenza coronavirus ha costretto i candidati sindaco a condurre una battaglia politica utilizzando, soprattutto, i social a causa delle misure anti-contagio.

Calogero Firetto, dopo aver incontrato al mattino la stampa a Villaseta, la sera ha chiuso a Fontanelle in piazza Barone Celsa la propria campagna elettorale. Franco Miccichè in serata è stato in centro città, dove proprio come aveva fatto al primo turno, ha chiuso la campagna elettorale con un aperitivo con i suoi sostenitori.

Entrambi hanno lanciato l’ultimo appello agli elettori. Il sindaco uscente chiede scusa, lo sfidante fiducia.

“In questi cinque anni abbiamo tenuto a galla la municipalità agrigentina, abbiamo lavorato sodo e sacrificato il contatto esterno con i cittadini. Nel prossimo mandato, se gli elettori mi daranno fiducia, non solo raccoglieremo i frutti di quanto abbiamo fatto, ma avremo più tempo per stare per strada e tra la gente. Partite a calcetto nei quartieri, caffè nei bar della città”, questo l’appello del candidato Firetto.

“Ringrazio tutti gli elettori che mi hanno votato al primo turno, è stato un successone – commenta Miccichè – spero che confermino il voto in questo rush finale.  In questi mesi mi sono speso per Agrigento e voglio continuare a farlo, non vi deluderò”, questo l’appello del candidato Miccichè che sportivamente ha voluto augurare buona fortuna alla sua città. Miccichè ha voluto poi togliersi un sassolino dalla scarpa. “L’unico motivo che mi ha spinto a mettermi in gioco – dice – è quello di spendermi per la mia città, non ho altre ragioni. Se vogliamo provare a restituire dignità a questa città vi invito a sostenermi”. 

Si vota domani dalle 7 alle 22 e lunedì dalle 7 alle 14. Subito dopo al via lo spoglio. In serata uno dei due comitati elettorali potrà stappare le bottiglie di spumante. Vince chi ha avrà contato anche un solo voto in più rispetto all’avversario. Ad Agrigento la campagna elettorale è stata lunghissima. Una sfida dei quartieri e lunga quattro stagioni.