Aica interviene sulla vicenda legata al rifornimento idrico tramite autobotti dopo l’episodio che ha visto i carabinieri fermare un mezzo a Canicattì impegnato a trasportare circa 5 mila litri d’acqua destinata alla vendita senza segnalazione certificata di inizio attività né documentazione sulla salubrità e sulla tracciabilità. Al conducente sono state contestate violazioni amministrative per complessivi 5.500 euro, con diffida alla cessazione dell’attività, oltre a ulteriori 5.100 euro di sanzione per guida senza patente. Controlli analoghi erano già stati eseguiti tra Naro e Camastra e Ravanusa nell’ambito delle verifiche per la tutela della salute pubblica e il contrasto alle attività illecite nel settore.
«Aica non ha sospeso il servizio autobotti, né intende penalizzare i cittadini. Al contrario, è già in corso l’attivazione di un ulteriore punto di carico, proprio per migliorare l’operatività degli autobottisti regolarmente autorizzati e ridurre i tempi di approvvigionamento – si legge in una nota dell’azienda idrica agrigentina -. Priorità: servire chi è in regola e chi è oggettivamente non allacciabile. Il servizio autobotti è garantito: agli utenti Aica regolarmente allacciati alla rete idrica; agli utenti non allacciabili per oggettiva impossibilità tecnica. Diversa è la situazione di chi sceglie di non allacciarsi alla rete, pur potendolo fare. In questi casi non si tratta di una scelta facoltativa: l’allaccio al servizio idrico integrato è un obbligo di legge».
«No al sommerso, sì alla legalità – continua la nota -. Aica, in qualità di gestore unico del Servizio Idrico Integrato, non può e non deve alimentare pratiche irregolari. Gli utenti devono essere censiti, allacciati e contribuire correttamente: al servizio idrico, al servizio fognario, al servizio di depurazione. Solo così, progressivamente, sarà possibile ridurre i costi complessivi del servizio a beneficio di tutti. Smentita netta: nessun addebito ingiusto agli autobottisti È falso quanto riportato in merito a presunti addebiti dell’acqua agli autobottisti per utenze morose».
«La realtà è un’altra e va detta con chiarezza – precisa Aica -: gli utenti morosi con utenza sospesa hanno contatori sigillati, ben visibili; alcuni di questi tentano fraudolentemente di farsi rifornire tramite autobotti; gli autobottisti non possono e non devono servire tali utenze; in caso contrario, il rischio è che l’acqua non venga mai pagata, motivo per cui la responsabilità ricade sull’operatore che ha violato le regole. Questo sistema tutela gli utenti onesti, non il contrario».
«Sulle tariffe: nessun aumento dei costi – si legge ancora nella nota -. Si precisa inoltre che le tariffe dell’acqua non sono aumentate; per gli utenti Aica regolarmente allacciati, l’acqua trasportata con autobotte viene addebitata in bolletta, mentre l’utente paga solo il costo del trasporto; per le utenze non allacciabili per oggettiva impossibilità tecnica, si applicano le tariffe previste per “altri usi”. Tutto avviene nel rispetto dei contratti sottoscritti e delle regole di settore».
Autobottisti: regolarizzarsi è un dovere. Aica rivolge un invito chiaro anche agli operatori: gli autobottisti in regola sono parte del sistema e vanno tutelati; gli autobottisti non in regola devono regolarizzarsi: non è una scelta, è un obbligo. Non è accettabile che l’illegalità venga presentata come una necessità. Aica ringrazia pubblicamente l’Arma dei Carabinieri per l’attività di controllo svolta sul territorio.
«L’intervento che ha portato al fermo di un autobottista irregolare è un atto di tutela della collettività – sottolinea Aica -. È proprio perché il sommerso viene contrastato che oggi emergono difficoltà che prima venivano nascoste. Ma la strada della legalità è l’unica possibile se vogliamo costruire un servizio idrico più equo, efficiente e sostenibile».
«Comprendiamo il disagio di una parte della cittadinanza e non lo sottovalutiamo – afferma la presidente del CdA di Aica, Danila Nobile: . Proprio per questo Aica sta lavorando per potenziare il servizio, attivando ulteriori punti di carico per gli autobottisti regolarmente autorizzati. Allo stesso tempo, però, abbiamo il dovere di affermare un principio semplice ma fondamentale: la legalità non è un’opzione. Il servizio idrico integrato funziona solo se tutti fanno la propria parte, utenti e operatori. Chi può allacciarsi alla rete deve farlo, perché è un obbligo di legge e un atto di equità verso chi paga regolarmente. Solo così, nel tempo, si possono ridurre i costi per tutti e migliorare il servizio. Aica non è contro i cittadini, ma al loro fianco, soprattutto di quelli che rispettano le regole».
«È importante fare chiarezza su alcune informazioni imprecise circolate oggi – dice il direttore generale di Aica, Francesco Fiorino -. Le tariffe dell’acqua non sono aumentate e gli autobottisti in regola non subiscono addebiti impropri. Gli utenti AICA pagano esclusivamente il costo del trasporto, mentre l’acqua viene regolarmente contabilizzata in bolletta. Il nostro obiettivo è tutelare gli utenti onesti, garantire trasparenza e lavorare in sinergia con le Forze dell’Ordine affinché il servizio idrico sia gestito secondo regole chiare, uguali per tutti».
Un appello ai cittadini: legalità e tutela della salute. «Aica è al fianco dei cittadini – si legge ancora nella nota , soprattutto di quelli che rispettano le regole. Il percorso verso la legalità richiede collaborazione, consapevolezza e responsabilità condivisa. Oggi tutti gli utenti hanno la possibilità di regolarizzare la propria posizione, inclusi coloro che non sono serviti direttamente dall’acquedotto, attraverso la modulistica dedicata disponibile sul sito istituzionale di AICA, ottenendo così la corretta contabilizzazione dell’acqua in bolletta. La legalità che Aica richiama non riguarda esclusivamente l’organizzazione del servizio, ma investe un aspetto fondamentale e non negoziabile: la tutela della salute delle persone».
Il trasporto e la distribuzione irregolare dell’acqua possono infatti comportare rischi igienico-sanitari, mentre la regolarizzazione del servizio garantisce l’utilizzo di acqua potabile certificata, controllata e conforme agli standard di qualità, che solo il gestore del Servizio Idrico Integrato può assicurare. Regolarizzarsi, effettuare il corretto allaccio e rientrare nel sistema pubblico del servizio idrico integrato non è soltanto un obbligo di legge, ma anche un diritto e un dovere civico, a tutela della salute individuale e collettiva. È attraverso il rispetto delle regole, la trasparenza e la collaborazione di tutti che si costruisce un servizio più sicuro, equo e sostenibile per l’intera comunità.
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