«Non sono preoccupato. Come stanno le cose? Ora lo diremo: certamente non come le prospetta la Procura di Palermo». Lo ha detto l’ex vicepresidente della Regione, Gaetano Armao, poco prima dell’interrogatorio preventivo ai cronisti che lo attendevano davanti il palazzo di giustizia. Agli atti dell’inchiesta ci sono centinaia di intercettazioni e videoriprese in cui sono immortalati scambi di bustarelle, colloqui per indirizzare il buon esito delle pratiche dei permessi ambientali concessi dalla commissione Cts di cui Armao è stato presidente sino allo scorso agosto, manovre relative alle convenzioni milionarie per le cure palliative e l’assistenza domiciliare.
Le microspie e le telecamere piazzate dagli investigatori della squadra mobile hanno consentito di scoprire anche il nascondiglio del denaro usato da Armao: l’orologio a pendolo nella stanza del suo studio di via Noto. Per lui e l’avvocato Pierluigi Matta i magistrati hanno chiesto anche il sequestro di somme per un ammontare complessivo di 147 mila, indicato come il frutto della corruzione. Secondo gli inquirenti, le tangenti sarebbero state mascherate da consulenze professionali con le aziende interessate a ottenere le autorizzazioni dalla Regione.
Prima di Armao, sempre per rendere interrogatorio preventivo, erano arrivati il deputato del Mpa Giuseppe Lombardo, l’avvocato Matta e l’ex presidente della Onlus Samo, Luigi Zancla. L’avvocato Pierluigi Matta «si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha reso articolate dichiarazioni spontanee», ha spiegato il legale Giovanni di Benedetto alla fine dell’interrogatorio davanti al Gip. Il legale ha respinto tutte le accuse mosse. Secondo l’accusa avrebbe fatto da tramite tra gli imprenditori e Armao al quale avrebbe girato le “mazzette” raccolte sotto forma di consulenze ritenute fittizie.
I legali hanno poi depositato una consulenza «dalla quale si evince che in due contesti la parola Gaetano non è stata pronunciata. Tra Matta e Armao c’è un rapporto di amicizia che dura da 40 anni e l’avvocato Matta è l’avvocato di Armao in tutta una serie di procedure esecutive immobiliari e mobiliari che lo riguardano: nessuno meglio di Matta conosce la gravità dell’esposizione debitoria di Armao». Frase quest’ultima che fa pensare a dei prestiti che Matta avrebbe fatto ad Armao per aiutarlo. Per entrambi i Pm avevano chiesto la custodia cautelare in carcere, ma, avendo Matta compiuto settant’anni, l’istanza è stata modificata in arresti domiciliari.
Ieri mattina era stato sottoposto ad interrogatorio agrigentino Sergio Vella, l”imprenditore alla guida della Seap Bio Energy di Aragona attiva nel campo dei rifiuti e delle biomasse, difeso dagli avvocati Pasquale Contorno e Michele Grillo. Vella ha risposto alle domande del Gip Giuseppa Zampino e ha contestato le trascrizioni, la conoscenza con Armao e i vantaggi che sarebbero stati ottenuti dall’intervento o l’interessamento dell’ex vicepresidente della Regione.
Inoltre ha detto al giudice di non aver «mai pronunciato le parole Gaetano e Armao, che invece vengono attribuitemi nelle conversazioni dalla Procura». Una versione a supporto della quale i due legali hanno depositato la perizia di parte sulle intercettazioni effettuate dalla sezione Anticorruzione. Che, sempre secondo la difesa, avrebbe anche mal interpretato un rumore, ritenuto il fruscio di buste strisciate sul tavolo. L’imprenditore ha poi prodotto una serie di documenti relativi alla piattaforma da 120 mila tonnellate l’anno, che dimostrerebbero i «danni» subiti dall’azienda dopo l’intervento di Armao, che gli avrebbe fatto perdere alcuni benefici guadagnati dopo una sentenza del Tar del 2021.
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