Il giudice del tribunale di Agrigento, Iacopo Mazzullo, ha disposto il rinvio a giudizio di 20 persone coinvolte nell’inchiesta sull’appalto per la manutenzione della rete fognaria di Lampedusa. Tra gli imputati figurano l’ex sindaco delle Pelagie, Salvatore Martello, l’ex vicesindaco Salvatore Prestipino, i dirigenti comunali Giuseppe Di Malta e Manlio Maraventano (indicati dagli inquirenti come promotori dell’associazione) e l’imprenditore agrigentino Massimo Campione.
Le accuse, a vario titolo, sono di associazione a delinquere, concussione e peculato. La prima udienza dell’approfondimento dibattimento è stata fissata per il 13 maggio davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale della città dei templi. Secondo la Procura, gli ex amministratori avrebbero imposto all’impresa aggiudicataria dell’appalto di accettare lavori in subappalto a ditte riconducibili ad amici e parenti, attraverso minacce e pressioni.
Le indagini sono state condotte dai carabinieri del Comando provinciale di Agrigento. Al centro della maxi inchiesta risalente al periodo compreso tra il 2019 ed il 2021, c’è l’appalto per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria della rete fognaria di Lampedusa. Per la Procura gli ex amministratori locali di Lampedusa “attraverso condotte di costrizione, plurimi affidamenti illegittimi e appropriazione di somme di denaro pubbliche” avrebbero imposto all’impresa aggiudicataria di accettare le modalità di lavoro indicate subappaltando le opere a ditte di amici e parenti.
Per la Procura, gli imputati si sarebbero appropriati di fondi pubblici destinati all’impresa con sede a Messina che si era aggiudicata regolarmente la gara “procedendo al pagamento dei lavori indebitamente subappaltati alle imprese locali”.
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