Angela Chinnici e Rosaria Zarbo: agrigentine, venditrici a domicilio, raccontano la loro esperienza in un libro

Il libro “Storie di Vendita vissuta“, che raccoglie le testimonianze di 40 venditori a domicilio delle aziende associate Univendita, da’ spazio anche alle interviste a due donne agrigentine: Angela Chinnici e Rosaria Zarbo. Due donne che hanno cambiato vita grazie al lavoro e al legame con il territorio. Angela Chinnici, da trent’anni nel settore della vendita diretta a domicilio, oggi fa parte di Dalmesse Italia. Rosaria Zarbo invece si è reinventata e oggi vende cosmetici per Jafra. Le storie di Angela e Rosaria sono finite in un libro, Storie di vendita vissuta, che raccoglie le testimonianze di una quarantina di venditori delle aziende associate Univendita (Unione italiana vendita diretta) e che evidenzia il legame forte fra la professione della vendita diretta a domicilio e la persona che la esercita. Ogni venditore è perfettamente consapevole che in questo lavoro vige la meritocrazia e che i risultati sono commisurati al tempo e all’impegno che vi dedica: il coinvolgimento diventa quindi un fattore determinante per il successo professionale. Le storie presentate nel libro vogliono far conoscere attraverso la viva voce dei protagonisti un’attività che, negli anni della crisi, è stata anticiclica e ha rappresentato per un numero crescente di persone un lavoro a tempo pieno o una soluzione part time flessibile, quindi particolarmente apprezzata dalle donne chiamate a conciliare le esigenze della famiglia con la necessità di arrotondare il bilancio domestico.

La storia di Angela Chinnici con la vendita diretta è cominciata quasi trent’anni fa; tante le aziende che ha conosciuto prima di trovare quella che, da tredici anni, è la sua azienda. Una volta conseguito il diploma di ragioneria, Angela comincia a lavorare come segretaria, inizia l’università, poi conosce l’uomo che sposerà e da cui ha due figli. Resta a casa a fare la mamma finché, un giorno, un’amica le propone di provare a lavorare per un’azienda di vendita diretta che si occupa di prodotti detergenti. “Avevo 26 anni – ricorda – e lì cominciò il mio viaggio nella vendita diretta; ero molto giovane e non lo consideravo ancora un lavoro,  ma un modo per socializzare e stare con amiche e conoscenti”.

Rosaria Zarbo, invece, puntava agli studi di giurisprudenza, ma per motivi di famiglia ha interrotto il liceo e rinunciato. “Mi sono iscritta a un corso professionale di estetista e a 18 anni lavoravo in una cabina estetica – racconta – . L’ho fatto per nove anni in un momento favorevole perché nel mio paese, Palma di Montechiaro, non c’erano altri laboratori e gli affari andavano a gonfie vele. Poi mi sono sposata e ho seguito mio marito a Genova”. Dopo un po’ di anni inizia l’esperienza della vendita diretta. “Parto in quarta – continua – amiche e conoscenti mi tempestano di richieste, dopo tre mesi mi propongono di fare la capogruppo, ma io preferisco dare tempo al tempo. Come consulente ho venduto molto, poi, da capogruppo, sono risultata la prima in Sicilia e, in una occasione, seconda in Italia”.“

«In anni di contrazione di consumi e di forte crisi per i canali tradizionali del commercio, la vendita diretta a domicilio ha rappresentato un’eccezione alla regola –sottolinea il presidente di Univendita Ciro Sinatra– e l’unica vera spiegazione di questo successo sono le persone. La vendita diretta è il più antico modello di vendita al mondo: se è vero che, di concerto con le dinamiche del mercato, si sono rinnovati continuamente strumenti e aspetti accessori dell’attività, la sua essenza più profonda, quella rappresentata dal fattore umano, è immutata. Sono i venditori stessi, con la loro motivazione, la loro professionalità e le loro capacità relazionali la ragione di questa controtendenza che ha portato ad una crescita media del 5% annuo delle aziende associate Univendita negli ultimi sei anni».

Ad accomunare le storie il punto di partenza: nessuno dei venditori avrebbe mai pensato alla vendita diretta a domicilio come a una possibilità di lavoro prima di intraprenderla.

«Nella trasformazione profonda che stanno conoscendo i concetti di lavoro e di posto di lavoro, la professione del venditore rappresenta un investimento su se stessi, su risorse che spesso si ignora di possedere –nota Sinatra–. Se è vero che il posto fisso continua a essere un’aspirazione della maggioranza degli italiani è innegabile che oggi, per tante ragioni, si siano fatti strada anche altri modelli di lavoro. La vendita diretta, nello specifico, ribalta paradigmi consolidati delle occupazioni tradizionali, primo fra tutti: è il lavoro che dipende da me, e non il contrario». La maggioranza di storie di donne riflette, anche senza rispettarne esattamente le proporzioni, la prevalenza della componente femminile che, a giugno 2016, superava il 90% della forza vendita.