Alberi capitozzati ad Agrigento, l’assessore: “iniettato veleno in alcuni pini”

Pini ‘decapitati’, piante avvelenate, timori infondati di cadute, arbusti esotici al posto di autoctoni, potature incomprensibili. Sembra un’ossessione contagiosa.

Alberi tranciati, anzi “capitozzati”, il fenomeno si ripete ad Agrigento. Questa volta finiscono ‘decapitati’ i pini dell’omonimo viale di San Leone. Ma non sono i primi. E, presumibilmente, neppure gli ultimi. Tenuto conto di una tendenza, in voga che ha richiamato l’attenzione, finalmente, del Consiglio Comunale.

Marcella Carlisi del M5S ha interrogato l’assessore Nello Hamel sulle pratiche di potatura delle piante in città

La risposta dell’assessore, riportata da un articolo pubblicato su La Sicilia, ha confermato quello che in molti temevano: “Qualcuno ha tentato di uccidere, e magari c’è anche riuscito, alcuni alberi del viale dei Pini. Hamel, parlando di viale dei Pini, spiega che sono stati “riscontrati dall’agronomo fenomeni preoccupanti di alberi che sono stati trovati con attività di compromissione, nel senso che sono stati trovati dei buchi dentro i quali probabilmente erano state iniettate sostanze nocive nel tentativo di far deperire l’albero e procedere all’abbattimento”. E proprio i privati, si legge sempre sul quotidiano di Catania, negli ultimi mesi, si sono fatti carico con il “via libera” del Comune dell’abbattimento di alcune piante ormai secche. Il Comune sta cercando in questi tempi di ridurre al minimo gli abbattimenti, pratica secondo Hamel abusata nel tempo. “La linea data agli uffici è quella del mantenimento finché non contrasti con la sicurezza pubblica. Questo ci ha consentito, con alcuni interventi, di salvare 20 alberi destinati all’abbattimento”.

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