Akragas: Solita litania, solito disinteresse, solita politica

Akragas: Solita litania, solito disinteresse

di Eugenio Cairone

Ci risiamo con gli stessi discorsi. Identiche cose sulla gestione, sullo stadio, sulla squadra, sulla partecipazione della gente.

Sempre la stessa musica, insomma da qualche anno a questa parte.

Da quando l’Akragas ha conquistato la Lega Pro, non si è riusciti a godere appieno per il significativo salto di qualità.

C’è sempre qualcosa che non va per il verso giusto.

Praticamente non si è ancora spento l’eco dei festeggiamenti in piazza per la salvezza, che è iniziata una nuova litania.

Ma è giusto meravigliarsi ancora?

Il comunicato con il quale Silvio Alessi e Marcello Giavarini “aggiornano”, si fa per dire, la città non è arrivato tanto a sorpresa e non sembra nemmeno studiato a tavolino. Sembra piuttosto una risposta a quanto dichiarato in mattinata al quotidiano La Sicilia dall’assessore Giovanni Amico.

“Senza impianto di illuminazione – ha detto Amico – l’affidamento dello stadio Esseneto verrà revocato”.

Una minaccia o uno sprone?

Sicuramente l’intervento di Amico ha lasciato il segno con la diffusione in tarda mattinata del lungo e circostanziato comunicato societario.

“L’ultima volta che ci siamo incontrati con i rappresentanti dell’Akragas – aveva spiegato Giovanni Amico – fu a gennaio”.

Visto che siamo quasi a luglio, ci si chiede cosa abbia fatto dal canto suo la politica o meglio il Comune con il suo assessore allo sport, da gennaio ad oggi per non arrivare con l’acqua alla gola e non recriminare ancora.

Cosa ha fatto la politica locale per evitare che le cose precipitassero?

Poco e nulla evidentemente.
E lo scrivono anche nel loro comunicato Alessi e Giavarini i quali ribadiscono “l’indifferenza totale da parte della classe imprenditoriale e politica di Agrigento”.

Già, leggendo l’oggetto del comunicato viene l’ansia: “La drammatica situazione in cui versa l’Akragas. Ultimo appello per aiutare la squadra”.

In caso contrario, la squadra verrà consegnata simbolicamente al sindaco.

Verrebbe da dire “Povera Agrigento biancoazzurra”.

Eugenio Cairone