Sommelier, passione e cultura del vino: ad Agrigento 27 nuovi diplomati AIS
Al Madison, davanti alla Scala dei Turchi, la cerimonia che ha chiuso il percorso formativo della Delegazione AIS Agrigento e Caltanissetta. Lillo Trupia: «Un cammino fatto di studio, esperienza e passione». Francesco Baldacchino: «In Sicilia circa 1.650 sommelier, teniamo nonostante il calo nazionale». E tra i nuovi diplomati le donne sono la maggioranza.
REALMONTE – Non è soltanto imparare a riconoscere un vitigno, descrivere profumi e caratteristiche di un vino o individuare l’abbinamento più appropriato a tavola. Diventare sommelier significa acquisire un linguaggio, un metodo e soprattutto una consapevolezza diversa di ciò che si versa nel bicchiere.
Con la consegna dei diplomi e del tastevin si è concluso domenica scorsa il percorso dei nuovi sommelier della Delegazione AIS Agrigento e Caltanissetta. La cerimonia si è svolta nella prestigiosa cornice del Madison, con vista sulla Scala dei Turchi: una location che negli anni è diventata una vera e propria casa per molte delle principali iniziative dell’Associazione Italiana Sommelier del territorio e che ospita anche Sicilia in Bolle, uno degli appuntamenti più importanti dedicati alle bollicine siciliane.
A fare gli onori di casa Lillo Trupia, delegato AIS Agrigento e Caltanissetta, che ha espresso grande soddisfazione per un gruppo arrivato alla conclusione di un percorso tutt’altro che semplice. Perché il diploma non arriva dopo qualche degustazione, ma al termine di tre livelli di formazione, lezioni, studio individuale, prove pratiche e un esame finale.
Il primo livello introduce al mondo del vino e alla figura del sommelier: dalla tecnica della degustazione alle funzioni di servizio, passando per viticoltura, enologia e conoscenza delle principali bevande. Con il secondo livello lo studio si allarga alla geografia del vino, ai territori, ai vitigni e alle denominazioni italiane e internazionali, imparando a collegare ciò che si trova nel bicchiere al luogo dal quale proviene. Il terzo livello porta invece al tema dell’abbinamento tra cibo e vino e completa la preparazione in vista dell’esame conclusivo, nel quale il candidato deve dimostrare di avere acquisito conoscenze teoriche e capacità di degustazione e servizio.
Ventisette nuovi sommelier, le donne sono 16
L’elenco del corso comprende 27 partecipanti e racconta anche un dato interessante: 16 donne e 11 uomini, quasi il 60 per cento di presenza femminile.
A completare il percorso sono Tommaso Bagliesi, Arianna Baldacchino, Sofia Baldacchino, Sandro Borsellino, Simona Carlozzo, Nadia Cimino, Aurelia Consagra, Francesca Dipasquale, Franca Fazio, Alessandra Fiaccabrino, Alfonso Galluzzo, Patrizia Lagreca, Raffaella Lobrutto, Giuseppe Lombardo, Morena Monachino, Vincenzo Montante, Vincenza Morreale, Salvatore Mungiovì, Annamaria Pompeo, Rosario Pullara, Chiara Sabella, Veronica Seminerio, Carmelo Taibi, Karola Vasapolli, Pietro Volpe, Raimondo Zammuto e Laura Marino.
Dietro quei nomi ci sono storie e professioni molto diverse. Dentisti, commercialisti, farmacisti, professionisti e semplici appassionati, accomunati dalla voglia di conoscere il vino andando oltre il consumo occasionale. Ed è forse questo uno degli aspetti più interessanti del mondo AIS: il corso non è destinato soltanto a chi lavora nella ristorazione o nell’enologia. Al contrario, sempre più spesso rappresenta un percorso culturale scelto da chi vuole capire cosa beve, imparare a leggere un’etichetta, conoscere territori e produttori e degustare con maggiore consapevolezza.
Una formazione che continua anche fuori dalle aule. L’attività associativa passa attraverso degustazioni, talk, banchi d’assaggio, visite in cantina, cene e momenti conviviali, occasioni nelle quali la teoria studiata durante i corsi incontra direttamente produttori, territori e grandi etichette.
A sottolineare il valore di questo movimento è stato anche il presidente di AIS Sicilia, Francesco Baldacchino.
«Abbiamo raggiunto quota circa 1.650 sommelier in Sicilia – spiega – e, rispetto a un trend nazionale che registra un calo intorno al 10 per cento, nell’Isola stiamo sostanzialmente mantenendo i nostri numeri».
Un risultato che assume ancora maggiore valore in una fase non semplice per il mondo del vino. Baldacchino individua diverse ragioni alla base della contrazione dei consumi e dell’interesse registrata a livello nazionale.
«Probabilmente incide anche una cattiva pubblicità sul vino, insieme a una scarsa conoscenza e alla crescita dei prezzi. Oggi il vino buono costa e il consumo sta diventando più selettivo. Prima nei ristoranti era più facile trovare etichette a prezzi abbordabili, oggi bere bene può diventare economicamente più complicato. Sono elementi che certamente non aiutano».
Da qui anche l’importanza della formazione. «Il percorso da sommelier – sottolinea Baldacchino – non è riservato alle persone che lavorano nel settore. È rivolto anche a chi semplicemente ama il vino e vuole conoscerlo, vuole sapere cosa sta bevendo».
Nel territorio agrigentino il movimento è particolarmente radicato. Secondo i dati indicati dal presidente regionale, i sommelier sono circa 600, anche se non tutti risultano ogni anno in regola con la quota associativa. Per avere un quadro aggiornato della partecipazione effettiva bisognerà attendere i dati del 2026.
E il diploma non rappresenta affatto un punto d’arrivo. Nei prossimi mesi la Delegazione AIS Agrigento e Caltanissettacontinuerà con gli appuntamenti dedicati alla conoscenza e alla convivialità, dal Natale del Sommelier agli incontri sui grandi vini del mondo, fino al ritorno a maggio di Piccoli Sorsi, dedicato alla scoperta dei piccoli produttori. E poi, naturalmente, Sicilia in Bolle, ormai appuntamento di riferimento del calendario enologico regionale.
Ma l’attività passa anche dalla formazione di nuovi appassionati. A breve partiranno nuovi corsi per sommelier ad Agrigento e Caltanissetta e uno dei percorsi sarà organizzato anche a Cammarata, con l’obiettivo di abbracciare l’area montana della provincia, avvicinare nuovi appassionati e rendere ancora più capillare la presenza dell’AIS sul territorio.
Il senso della giornata al Madison sta forse proprio qui: 27 diplomi consegnati, ma soprattutto 27 nuovi ambasciatori della cultura del vino. Perché dietro una bottiglia non ci sono soltanto profumi, acidità, tannini e persistenze. Ci sono un territorio, il lavoro di un produttore, una vendemmia, una storia. E imparare a bere consapevolmente significa, prima ancora che saper degustare, imparare a riconoscere tutto questo.












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