Aica esce allo scoperto, le critiche sono infondate

Mentre fioccano le critiche per la gestione del servizio idrico integrato, il Consiglio d’amministrazione della società consortile Aica, composto dal presidente Gerardino Castaldi, Osvaldo de Gregoriis e dalla direttrice Fiorella Scalia si scrolla la polvere di dosso e traccia un bilancio dell’attività svolta in questi sei difficili mesi di start up.
“In questi 180 giorni – spiegano i dirigenti della società idrica – Aica, i suoi dipendenti e il suo management, con il supporto dell’Assemblea dei Sindaci e dell’Ati, hanno fatto il miracolo di dare continuità al servizio. Questo, ovviamente, non è sufficiente e può sembrare poca cosa, ma non lo è affatto. Bisogna tenere presente che Aica si è insediata il 2 agosto 2021 senza possedere un solo euro, senza avere una partita Iva e senza un conto in banca, senza avere credenziali in tutte le piattaforme informatiche a cui è obbligo aderire, e, soprattutto, nessun bilancio di riferimento approvato del pregresso gestore e da molti anni a questa parte”.
“Il 30 luglio 2021 – aggiunge la direttrice Fiorella Scalia – in condizioni di emergenza, Aica stipulava un contratto di affitto di un ramo della precedente azienda fallita cioè Girgenti acque (necessario all’espletamento dei servizi essenziali) dalla Curatela fallimentare, nominata dal Tribunale di Agrigento. Il 4 febbraio scorso, su autorizzazione del tribunale, il contratto di affitto è stato rinnovato, ad analoghe condizioni, per tre mesi prorogabile di altri tre. Questi sei mesi non sono passati invano.
Rispetto alla fase caotica ed urgente che portò alla firma del primo contratto, sono stati fatti notevoli passi avanti nel comprendere come chiudere il rapporto con la vecchia gestione e con la curatela, riguardo sia all’acquisto di quanto essenziale al funzionamento di Aica, sia alla corretta valutazione del costo di acquisto, sia alle modalità con cui deve avvenire la cessazione del rapporto con la curatela.
Il percorso non è stato agevole – conclude la dottoressa Scalia – e non sarà ancora immune da difficoltà per la complicatezza del caso”.

Aica: «Fatti miracoli per la gestione idrica»

Aica dice basta. La società idrica non ci sta. Le accuse sono infondate. Ed il Consiglio d’amministrazione, composto dal presidente Gerardino Castaldi, Osvaldo de Gregoriis e dalla direttrice Fiorella Scalia ha redatto un memorandum rivolto “a tutti i soggetti privati e pubblici e alle associazioni che si ergono a difesa dei consumatori ma spesso hanno memoria corta”.
“La situazione ereditata dai precedenti gestori – spiega il Cda di Aica – è pessima, a cominciare dal cattivo stato delle infrastrutture, dovuto sia alla loro vetustà, sia alla mancanza di adeguata manutenzione e buona gestione nel corso (almeno) dell’ultimo decennio. Tutte le infrastrutture necessitano di cure costanti e di interventi continui che Aica fronteggia con i pochi mezzi a disposizione (senza parco macchine e mezzi d’opera sufficienti, senza strumenti di lavoro quali martelletti, gruppi elettrogeni, pompe).
Interventi innumerevoli soprattutto per le perdite idriche affioranti o occulte ed anche frequenti interventi di espurgo, oltre che interventi continui sulle apparecchiature elettriche ed elettromeccaniche degli impianti.
In Provincia sono già stati finanziati, e stanno prendendo il via, lavori su acquedotti e fognatura per circa 100 milioni di euro. Ovviamente, per avere le opere completate, si dovrà aspettare il tempo necessario perché i lavori vengano eseguiti (circa tre anni). Contemporaneamente sono ancora in corso tutte le attività di ricognizione puntuale dello stato delle infrastrutture gestite per il passaggio formale dalla gestione commissariale ad Aica. Attività complessa che non potè essere svolta, come vorrebbe la norma, prima dell’insediamento di Aica vista la rapidità con cui è avvenuta la consegna della gestione ad Aica”. Il memorandum si rivolge a tutti coloro che, spesso poco attenti alla realtà concreta stanno creando un clima di sfiducia verso una azienda pubblica che è patrimonio di tutti i contribuenti e quindi dei consumatori.
“Duole leggere notizie non rispondenti al vero di presunte perdite macroscopiche e il “chiacchericcio” alimentato dai soliti “bene informati” – spiega ben bene la direttrice di Aica, Fiorella Scalia – che ha riportato notizie e numeri non veritieri sui dati contabili dell’azienda: gli atti contabili sono ancora in fase di redazione nei tempi previsti dalla legge e quindi non sono accertati in via definitiva neanche dentro l’azienda. Quando i bilanci saranno pubblicati si potranno leggere i numeri reali”.