Agrigento, Musumeci fotografa il carcere Petrusa: struttura non fa onore al sistema carcerario italiano – VIDEO

Tappa ad Agrigento per il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci.

“Da presidente della Regione, mi vergogno, dopo aver visitato questo istituto, di dire che questo sia un luogo di rieducazione. Chi sbaglia ha il dovere di pagare, lo Stato ha pero’ il dovere di recuperare chi ha sbagliato e questo e’ certamente l’esempio peggiore”.

Lo ha detto il presidente della Regione, Nello Musumeci, all’uscita dal carcere “Di Lorenzo” di contrada Petrusa ad Agrigento. Nei giorni scorsi, il governatore – facendo riferimento alla notizia delle violenze che sarebbero state perpetrate nei confronti dei detenuti, ospitati nel reparto di isolamento, – aveva scritto al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Sulle presunte violenze, la Procura della Repubblica di Agrigento ha anche avviato un’inchiesta. “Al ministro vorrei dire tante cose e gliele diro’ perche’ lo incontrero’ e gli devo dire che quello di Agrigento non e’ il solo istituto che si trova in queste condizioni – ha aggiunto il presidente- . Quindi noi abbiamo la necessita’, anche con il garante per i diritti dei detenuti nominato dalla Regione, di fare un quadro completo e presentarlo al governo centrale”.

Carceri: Musumeci, struttura Agrigento? Da vergognarsi.

Dopo la visita nella città dei templi per incontrare il personale regionale negli uffici del Genio civile, della Soprintendenza ai Beni culturali e della Protezione civile, il governatore si è recato in visita ufficiale al carcere di Agrigento, le cui criticità il presidente della Regione ha denunciato in una dettagliata nota inoltrata al ministro della Giustizia.

Nel pomeriggio, effettuerà alcuni sopralluoghi nel territorio di Sciacca, prima di fare rientro a Palermo.

Nel corso nella visita in città Musumeci ha risposto anche alle domande dei cronisti in merito ad, interverremo nella Scala dei turchi.

“Siamo intervenuti e torneremo a farlo. La natura geologica della roccia, pare che non ci aiuti. Dobbiamo capire quanto questo fenomeno di sgretolamento sia compatibile con l’uso e con l’occupazione di quell’area da parte dei bagnanti e dei turisti”.

Lo ha detto, in merito ai distacchi verificatisi alla Scala dei Turchi a Realmonte (Ag), il presidente della Regione, Nello Musumeci ad Agrigento dove ha incontrato il personale regionale negli uffici del Genio civile, della Soprintendenza ai Beni culturali e della Protezione civile. “Per 30, 40, 50 anni, il territorio e’ rimasto un argomento tabu’. Stiamo spendendo centinaia di milioni di euro, serviranno 2 miliardi almeno per poter tentare di mettere in sicurezza il territorio dell’isola – ha spiegato il presidente- Per il dissesto idrogeologico facciamo 2, 3 gare d’appalto al giorno, pero’ non basta. Purtroppo non basta”.

Ambiente: Musumeci, per dissesto Licata fondi ok.

“Il denaro per Licata lo abbiamo a disposizione. Abbiamo anche dato un incarico per lo studio idraulico. A Licata bisogna intervenire in maniera definitiva per evitare che la foce del Salso possa inondare una parte del centro abitato. Se poi il vice ministro vuole fare un accordo con la Regione perche’ vuole mettere altri soldi, saremo felicissimi di poterlo fare. L’importante e’ che ci dia una mano d’aiuto”. Lo ha detto il presidente della Regione, Musumeci, in visita ad Agrigento.

Il governatore, come riporta l’ANSA, ha fatto riferimento alle dichiarazioni – rilasciate a Licata quando e’ stato in visita assieme al ministro Luigi Di Maio – del vice ministro alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri. Il sottosegretario aveva detto che erano stati “trovati nei cassetti della Regione la somma di 30 milioni da spendere per il dissesto idrogeologico per il territorio di Licata che erano stati dimenticati dalla Regione”. “Fra 10 giorni avremo lo studio idraulico – ha spiegato il presidente – e quindi pubblicheremo il bando per lo studio definitivo. Bisogna lavorare non solo per evitare che l’acqua arrivi abbondante alla foce, ma bisogna lavorare per isolare in maniera definitiva alcuni quartieri del centro abitato dall’alveo del Salso che, in alcuni tratti, non e’ particolarmente profondo e quindi non e’ assolutamente sicuro”.