Agrigento, l’ombra della mafia su grosso giro di prostituzione

Sbaglia numero civico e scambia una donna per la prostituta che aveva contattato telefonicamente e con la quale aveva preso appuntamento. Un venticinquenne di Agrigento è stato, suo malgrado, protagonista di un brutto quarto d’ora. Il giovane, quando s’è visto aprire la porta, visto che a farlo era una donna, ha creduto che quella fosse la signora che avrebbe dovuto incontrare.

È entrato dentro casa, senza neanche riflettere, ma è scoppiato il pandemonio. E ad un certo punto è anche intervenuto il marito della donna che ha bloccato il venticinquenne – al quale nel frattempo era stato spiegato, non in maniera diplomatica, l’erroraccio commesso – e che ha chiamato il 113. La polizia di Stato, nel tardo pomeriggio di venerdì, dopo aver raccolto l’Sos al 113 è subito intervenuta.

L’episodio riportato dalla carta stampata , focalizza l’attenzione su un fenomeno che appare dilagante nella città dei templi. 

Dietro la gestione delle case per appuntamenti ci sarebbe la criminalità organizzata. Considerato il vorticoso giro di soldi prodotti, secondo il quotidiano La Sicilia, potrebbe esservi l’interesse anche di soggetti mafiosi nell’attività di prostituzione in provincia. Sul giornale di Catania si legge si parla della recente relazione della Direzione investigativa antimafia e degli interessi estorsivi che potrebbero nascere dietro il mondo delle squillo, molto diffuso in provincia. (FOTO WEB)