Agrigento, Gramaglia sulla movida: “No ai divieti, penalizzano il turismo”

Il dibattito sull’ordinanza del sindaco di Agrigento che “regola” la movida si infuoca in primis sui social, soprattutto, dopo l’entrata in vigore. Da ieri locali chiusi alle 3 di notte dal lunedì al venerdì mentre sabato e domenica bisognerà chiudere i battenti un’ora prima. La musica deve essere spenta alle 23:30 tutti i giorni tranne il venerdì, a mezzanotte e trenta, il sabato e nei prefestivi all’una. L’ordinanza firmata dal sindaco di Agrigento Franco Miccichè, che resterà in vigore per tutto il mese di agosto, ha letteralmente “spaccato” la città. Da un lato esultano i residenti di San Leone in cui sono concentrati la maggior parte dei locali della movida; dall’altro, ci sono i commercianti e i gestori delle strutture sono sul piede di guerra. Oggi, torna a dire la sua il capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Agrigento, Simone Gramaglia, che sottolinea: La pubblica amministrazione è organizzata attorno a decisioni in grado di far coesistere interessi diversi. In questo caso sono posti in discussione l’interesse all’impresa, alla reputazione turistica e alla tranquillità dei residenti. Nulla di più facile nel tenere assieme, purché si abbia la disponibilità a compiere atti doverosi finalizzati a controllare e sanzionare coloro che infrangono le regole”. Questa ordinanza – conclude Gramaglia – ha unicamente favorito e favorirà una diminuzione degli avventori, anche notturni, che preferiranno altre mete, evidentemente più accoglienti, danneggiando pesantemente le attività economiche che fondano il proprio reddito sulla stagione estiva: imprenditori che hanno investito sul nostro territorio e che, dopo due anni di pandemia, devono fare i conti con una misura che pregiudica l’attività economica. Spero in un ripensamento”.