La storia degli incivili, utilizzata per spiegare le falle di un sistema che evidentemente non funziona come dovrebbe, non può bastare. E soprattutto non può diventare il racconto prevalente di fronte a una città che continua a mostrare evidenti problemi di pulizia e decoro.
Firetto ci perse una campagna elettorale con questa retorica. Ma i “sodaniani” sono giovani, devono fare esperienza e probabilmente queste cose non le ricordano.
L’assessore all’Ecologia Giuseppe Riccobene ha annunciato la linea dura contro quelli che non vuole più chiamare semplicemente “sporcaccioni”, ma «criminali incalliti contro l’ambiente e contro la propria città». Fototrappole, decine di sanzioni, deferimenti all’Autorità giudiziaria, potenziamento del Nucleo Ambientale e nuovi dispositivi elettronici mobili.
Benissimo. Chi sporca deve pagare. Chi abbandona illegalmente i rifiuti deve essere individuato e sanzionato. Su questo non possono esserci né giustificazioni né alibi.
Ma c’è un’altra domanda che bisogna avere il coraggio di porre: che senso ha diffondere continuamente video dei cosiddetti “lanciatori di sacchetti” se poi la città, in molte zone, continua a essere sporca?
Ieri sera, già alle 22 e alle 23 — non a notte fonda — i cestini di via Atenea traboccavano di rifiuti. Non c’era spazio neppure per gettare una carta. Situazioni analoghe si registrano a San Leone, soprattutto nei momenti di maggiore affluenza.
Nel centro storico, poi, pretendere una raccolta differenziata organizzata esattamente come nel resto della città diventa complicatissimo. Ci sono vicoli, scalinate, abitazioni difficilmente raggiungibili e caratteristiche urbanistiche che richiederebbero un servizio pensato appositamente per quei luoghi.
E vogliamo parlare dei marciapiedi impraticabili perché invasi dalle sterpaglie, presenti ormai in tantissime zone della città?
Va riconosciuto che lo stesso Riccobene, nella sua nota, non nasconde i problemi. Anzi, parla esplicitamente di «gravi disservizi» e arriva a scusarsene con i cittadini. Annuncia inoltre un incremento delle verifiche sulla qualità del servizio svolto dalle imprese appaltatrici e sul rispetto dei capitolati.
Ed è proprio questo il punto.
La battaglia contro gli incivili è sacrosanta, ma non può sostituire quella per rendere efficiente il servizio. Le due cose devono procedere insieme: reprimere chi sporca e, nello stesso tempo, controllare chi deve pulire; pretendere il rispetto delle regole dai cittadini e pretendere altrettanta puntualità ed efficienza da chi eroga i servizi.
Perché altrimenti rischiamo di tornare alla solita retorica.
L’acqua non arriva? È colpa della rete colabrodo o di chi non paga le bollette.
La città è sporca? È colpa degli incivili.
La differenziata non funziona? È colpa di chi non la fa.
I problemi restano? È colpa di chi c’era prima.
Tutto vero, almeno in parte. Esistono gli incivili, esistono i morosi, esistono problemi ereditati e responsabilità accumulate negli anni. Nessuno può seriamente negarlo.
Ma governare significa esattamente questo: prendere una città con i suoi problemi, le sue reti colabrodo, le sue inefficienze e anche con i suoi cittadini incivili, e riuscire progressivamente a farla funzionare meglio.
Chi viene eletto non sceglie i problemi che eredita. Sceglie però di assumersi la responsabilità di affrontarli.
Per questo comunicare le sanzioni è giusto. Mostrare che chi sporca non resta impunito è utile. Recuperare la TARI da chi non l’ha pagata è doveroso. Ma tutto questo deve essere accompagnato da risultati altrettanto visibili sul fronte della raccolta, della pulizia, del decoro e della manutenzione.
Perché una città pulita non si costruisce soltanto con le fototrappole e le multe. Si costruisce con controlli, organizzazione, servizi efficienti, prevenzione e responsabilità, tanto dei cittadini quanto dell’amministrazione e delle imprese chiamate a svolgere il servizio.
Altrimenti diventiamo bravissimi a spiegare ogni giorno perché Agrigento non funziona, quando il compito di chi governa dovrebbe essere un altro: farla funzionare.
E alla fine resta una domanda molto semplice:
se la colpa è sempre degli altri, chi governa di cosa è responsabile?
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