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Home » Cronaca » Agrigento, dai diritti al lavoro: i Quarti Stati della Biodiversità per una città senza barriere

Agrigento, dai diritti al lavoro: i Quarti Stati della Biodiversità per una città senza barriere

24 Ottobre 2026
in Cronaca
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Agrigento, dai diritti al lavoro: i Quarti Stati della Biodiversità per una città senza barriere

Al Palacongressi confronto tra associazioni, famiglie, operatori e amministrazione comunale. Al centro accessibilità, servizi, scuola, autonomia e inclusione. Domenica il Disability BioDiversity Pride attraverserà le strade della città.

Una città accessibile non è soltanto una città senza barriere architettoniche. È una comunità capace di garantire a tutti il diritto alla cultura, all’istruzione, al lavoro, all’autonomia e alla partecipazione. È questo il filo conduttore dei Quarti Stati della Biodiversità, l’assemblea plenaria ospitata sabato 24 ottobre nella Sala Zeus del Palacongressi di Agrigento, alla vigilia della seconda edizione del Disability BioDiversity Pride.

Un appuntamento dedicato al confronto tra associazioni, famiglie, operatori del terzo settore, professionisti e rappresentanti delle istituzioni, con cinque tavoli tematici pensati per mettere in relazione le esigenze delle persone con disabilità e le possibili risposte dell’amministrazione comunale.

Il primo blocco, dedicato all’accesso alla cultura senza barriere, è stato moderato dal giornalista Domenico Vecchio. Al centro del confronto la fruibilità del patrimonio storico, artistico e archeologico, il turismo accessibile e la necessità di superare gli ostacoli che ancora impediscono a molte persone di vivere pienamente i luoghi della cultura.

Tra i contributi quelli di Giacomo Sicurello di Handy Superabile, Andrey Chaykin dell’associazione Abbatti le Barriere, don Giuseppe Pontillo, direttore dei Beni culturali dell’Arcidiocesi, e Alice Nataliello dell’associazione Anthos. Dal turismo accessibile ai Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche, fino ai percorsi culturali nel centro storico e alle opportunità offerte dal patrimonio ecclesiastico, il tema centrale è stato quello di rendere la bellezza di Agrigento realmente fruibile da tutti. Per l’amministrazione comunale il confronto era affidato all’assessora Maria Miccichè, competente per lavori pubblici e mobilità.

Spazio quindi all’accesso ai servizi per le persone con disabilità e per i caregiver, con un confronto sulle difficoltà quotidiane delle famiglie e sull’importanza di costruire percorsi di assistenza e inclusione che mettano al centro la persona.

Tra i contributi quelli di Marzio Tuttolomondo, con un richiamo all’impegno del figlio Gianni per una Agrigento più accessibile e inclusiva, Valentina Oliveri, Aurora Cumbo, Laura Mendola, Ambra Modica e Giorgia Plicato, impegnate a diverso titolo nel sostegno alle famiglie, nei percorsi educativi e nei servizi sociosanitari. Il dialogo istituzionale era affidato all’assessora alle Politiche sociali Roberta Lala.

La terza sessione ha affrontato il tema dell’istruzione e dei centri per l’autonomia, mettendo in evidenza il ruolo della scuola, degli educatori e delle strutture specializzate nella costruzione di percorsi di crescita e indipendenza.

Tra le esperienze al centro del programma quelle dell’associazione Nuove Ali, dell’Istituto Virgilio e del Centro diurno Casa Rosetta di Mussomeli, con il progetto integrato “Ponte” tra scuola, famiglie e servizi. Particolare attenzione anche all’aula Snoezelen dell’Istituto comprensivo Camilleri di Favara, un ambiente multisensoriale dotato di tecnologie e attrezzature pensate per favorire una didattica inclusiva. Il confronto con il mondo della scuola ha coinvolto, per le rispettive competenze, le assessore Elisa Torregrossa e Roberta Lala.

Il tema dell’accesso al futuro, al lavoro e alla terra ha allargato il dibattito alle opportunità occupazionali e alla necessità di superare le diverse forme di esclusione sociale.

Dai diritti dei lavoratori con disabilità alle prospettive dei giovani nelle aree interne, fino alle esperienze di rigenerazione urbana e agricoltura sociale, il confronto ha coinvolto Franco Gangemi della CGIL Disabilità Sicilia, Carmelo Traina di Patto per Restare, Mattia Grech di Scaro Cafè, Antonio Russello e Lorena Caruana per l’esperienza dell’ex carcere San Vito e Salvo Campanella di Terebinto Bio & Diversità.

Tra i temi, anche la riforma della disabilità, i progetti di vita individuali, il diritto al lavoro e le esperienze capaci di trasformare l’inclusione in opportunità concrete. Per l’amministrazione comunale il confronto era affidato all’assessore Dario Cipolla, competente per innovazione digitale, politiche agricole e giovanili.

L’assemblea ha previsto inoltre uno spazio dedicato all’accesso al territorio e al benessere, con interventi e segnalazioni del pubblico, anche attraverso la partecipazione online. Un momento pensato per raccogliere esigenze, proposte e criticità direttamente da chi vive quotidianamente le difficoltà legate all’accessibilità.

A chiudere il programma, la presentazione della seconda edizione del Disability BioDiversity Pride Agrigento, con Giacomo Sicurello, portavoce del Disability Pride Network Agrigento, e il coinvolgimento dei rappresentanti delle diverse forme di disabilità e neurodivergenza.

Domenica 25 ottobre, alle ore 16, il corteo partirà da piazza Municipio, portando nelle strade della città un messaggio di partecipazione, dignità e riconoscimento delle differenze.

Il significato dell’iniziativa va oltre la singola giornata. La sfida è fare in modo che il confronto tra cittadini, associazioni e istituzioni produca risultati concreti, perché l’accessibilità non può essere considerata una concessione, ma deve diventare un diritto garantito nella vita quotidiana.

Una sfida che riguarda tutta Agrigento, chiamata a dimostrare che una città più inclusiva è anche una città migliore per tutti.

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