Agrigento, Consorzio universitario: Cgil e Cisl tornano a discutere sull’importante tematica

Ecco la lettera aperta dei segretari di Cisl e Cgil di Agrigento, rispettivamente Maurizio Saia e Massimo Raso, sul  Consorzio universitario. La lettera è rivolta, dai due segretari, al Presidente della Regione, agli Assessori Armao e Lagalla, al Commissario del “Libero Consorzio” , al Sindaco di Agrigento, al Presidente della Camera di Commercio, ai Soci Ordinari del CUPA, al Presidente del CUPA , al Rettore UNIPA, ai Sindaci della provincia di Agrigento, alla Deputazione regionale e Nazionale:

“Torniamo a scrivere sulla questione alla luce delle tante novità sopravvenute, nella speranza che si possa fare definitiva chiarezza sul futuro del Consorzio Universitario di Agrigento.Alcuni Comuni si “sfilano” ufficialmente, altri si sono autoridotti la quota di partecipazione (non si capisce autorizzati da chi); altri ancora non pagano la quota da 2 anni; la ex provincia e la Camera di Commercio, da grandi contributori e soci fondatori, sappiamo in quali condizioni versano sia economiche che normative.La Regione (col precedente Governo) aveva, nella sostanza, deciso di affidare alle 3 Università Siciliane i Consorzi Universitari, mortificandone la “governance” e la operatività. Confidiamo che, con la presenza dell’Avv. Armao e del Dr. Lagalla che ben conoscono le vicende del CUPA, l’atteggiamento della Regione possa cambiare in direzione di una valorizzazione della territorialità dei Consorzi, sia pure in un’ottica di collaborazione con le Università Siciliane.Come saprete, il prossimo 20 dicembre verrà nominato il nuovo Presidente del CUPA, ma in assenza di un chiarimento vero, convincente su cosa devono essere questi “consorzi universitari” e su chi concretamente si assume l’onere di finanziarli, davvero non si capisce come, anche il più esperto e motivato dei luminari, possa farlo andare avanti! Per queste ragioni Noi riteniamo che occorra che tutti gli “attori” di questa vicenda dicano chiaramente e a “carte scoperte” che cosa intendono fare del CUPA e, con esso, del futuro dei Dipendenti dello stesso e degli Studenti e delle loro Famiglie. In questo clima di assoluta incertezza l’unico dato certo è il calo delle iscrizioni del tutto inevitabile dopo la chiusura di alcuni corsi di laurea “storici”, ma registriamo anche che quando si annuncia l’avvio di corsi ritenuti interessanti ed appetibili allora le domande di iscrizione arrivano, come nel caso del corso per mediatori culturali. Con la presente Vi chiediamo, con estrema URGENZA, di rendere chiare le Vostre rispettive posizioni circa il futuro del CUPA, per comprendere quali iniziative intendete mettere in campo per evitare PRIORITARIAMENTE che non si arrivi allo scioglimento dell’Ente ma, auspicabilmente, si lavori al suo rilancio. Insieme ai Lavoratori ed agli Studenti, siamo in attesa di un Vostro riscontro. Maurizio Saia Cisl Massimo Raso Cgil