Agrigento choc: La finale playoff lontana anni luce

La finale playoff e le ultime esaltanti stagioni sono lontane anni luce. Tre mesi fa le prime mascherine sul volo di rientro da Torino, sul parquet del Pala Gianni Asti, sfida tra prima e seconda, poi la pandemia e il blocco del campionato. Dalle prime posizioni in classifica al confinamento nelle stanze della foresteria. Niente sarà più come prima si sentiva ripetere su radio e tv, ma nessuno pensava che l’allusione riguardasse proprio la squadre di basket della città dei templi. Eppure Salvatore Moncada aveva avvisato. Il tre aprile scorso commentando la chiusura anticipata del campionato diceva: l’economia cambierà drasticamente. E se le priorità saranno altre, appare fin troppo difficile pensare di spendere soldi nel basket quando ci saranno altre necessità”.

Quelle parole ai sostenitori più attenti suonavano come un campanello d’allarme, i tifosi, come tutti, erano presi dall’emergenza Covid, ma la preoccupazione per il futuro della squadra c’era.

Così il futuro di Agrigento sarà nella prima serie dilettantistica. Il patron Salvatore Moncada
ha annunciato un suo parziale disimpegno lamentando introiti per circa 150.000 euro stagionali a fronte di spese non riducibili sotto i 900.000 euro. Il dirigente siciliano ha annunciato che se non arriveranno finanziatori e sponsor esterni entro il 15 giugno, data limite per richiedere il
riposizionamento in una serie inferiore, farà un passo indietro iscrivendo la squadra a un altro
campionato e garantendo una sponsorizzazione da 250.000 euro, ma lasciando la guida del club di cui conserverebbe la presidenza onoraria.

Come ricorda Spicchi d’Arancia Si tratta della seconda società su 28, dopo Caserta, a dichiarare pubblicamente la disponibilità a rinunciare al campionato senza cedere il diritto sportivo mentre Rieti finora ha lanciato un forte grido d’allarme legato alla mancata concessione del credito d’imposta sulle sponsorizzazioni, ma al momento non pare intenzionata a rinunciare alla A2: considerata la salita di Torino resterebbero 25 aventi diritto con Cento e Fabriano in prima linea tra le società disposte a fare il salto dalla B.