C’è un pezzo di Favara che ha fatto vibrare il cuore alla comunità agrigentina e non solo, correndo lungo le strade della Maratona di New York. È la storia straordinaria di Gioacchino Alaimo e Luigi Sorce, due giovani cugini favaresi che hanno trasformato la corsa più famosa del pianeta in un manifesto universale di amore, coraggio e totale inclusione. Luigi, convive fin dalla nascita con una grave disabilità motoria causata da una paralisi cerebrale che lo costringe sulla sedia a rotelle.
Ma i limiti fisici non hanno potuto nulla contro la grandezza del suo sogno: vivere e respirare l’atmosfera della Grande Mela. Al suo fianco, a sorreggere e spingere quel desiderio, c’era il cugino Gioacchino, residente a New York. Per tutti i 42,195 chilometri del percorso — dal via sul maestoso Ponte di Verrazzano fino all’ovazione finale di Central Park — Gioacchino ha messo i propri muscoli, il fiato e le gambe al servizio del cugino, spingendo senza sosta la sua speciale carrozzina da corsa. Il loro arrivo al traguardo ha commosso non solo i presenti, ma l’intera comunità d’origine, che ha seguito l’impresa con il fiato sospeso.
Un traguardo celebrato con profonda emozione anche dal sindaco di Favara, Antonio Palumbo: “Queste sono notizie che fanno vibrare il cuore e rendono onore alla nostra comunità, fatta di gente generosa, creativa e senza paura di affrontare sempre nuove sfide — ha dichiarato il primo cittadino —. La dimostrazione vivente che quando a guidare i passi sono l’affetto autentico e la determinazione, non esistono barriere o confini capaci di fermarci. Tutta Favara è orgogliosa di voi. Grazie per aver insegnato al Mondo intero il vero significato della vita e della solidarietà”.
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