Respinta la proposta del consigliere Fabio Catania di modificare il regolamento sulle autobotti. L’ATI chiarisce però che, in presenza di emergenze igienico-sanitarie, le autorità competenti possono disporre deroghe temporanee attraverso ordinanze motivate.
AGRIGENTO – Per affrontare l’emergenza idrica di Maddalusa potrebbe esserci una strada diversa dalla modifica del regolamento sulle autobotti: un’ordinanza contingibile e urgente, qualora ricorrano i presupposti previsti dalla legge. È quanto emerge dalla risposta dell’ATI AG9 al consigliere comunale Fabio Catania, che aveva chiesto una soluzione per consentire la fornitura di acqua potabile anche ai residenti di immobili privi di regolare titolo edilizio.
La nota, datata 30 ottobre e firmata dal direttore generale Enzo Greco Lucchina e dal presidente Giovanni Cirillo, respinge la proposta di modificare il regolamento e istituire un registro speciale temporaneo. Ma contiene un’indicazione che riporta la questione sul tavolo del Comune di Agrigento.
L’ATI precisa infatti che eventuali deroghe temporanee, in presenza di situazioni igienico-sanitarie o di ordine pubblico, possono essere disposte dalle autorità competenti attraverso motivate ordinanze contingibili e urgenti.Non si tratta di un’autorizzazione automatica a fornire acqua in deroga alle regole, ma dell’indicazione di uno strumento giuridico da valutare in presenza delle condizioni necessarie.
Un precedente richiamato nella stessa comunicazione è l’ordinanza sindacale numero 47 del 17 luglio 2026, con la quale il Comune aveva attivato il Centro operativo comunale per garantire 50 litri d’acqua al giorno per abitante, limitatamente ai soggetti fragili e per un periodo di tre mesi.
Il no alla proposta di Catania
La vicenda era stata raccontata da AgrigentoOggi il 26 ottobre, quando il consigliere Fabio Catania aveva chiesto di modificare la disciplina del servizio sostitutivo tramite autobotti e di istituire un «Registro speciale temporaneo per forniture idriche fuori rete».
L’obiettivo era permettere ai residenti di Maddalusa di rifornirsi di acqua potabile attraverso i punti di carico AICA, pagando sia la risorsa idrica sia il trasporto, senza che la fornitura comportasse alcuna sanatoria sotto il profilo urbanistico.
L’ATI non ha accolto la proposta, spiegando che la distribuzione mediante autobotti non costituisce una semplice vendita di acqua sfusa, ma rappresenta una modalità di erogazione del servizio idrico integrato, affidato ad AICA.
Anche nelle aree non raggiunte dalla rete, l’acqua viene prelevata da erogatori alimentati dall’acquedotto, sottoposta ai controlli di qualità e trasportata con mezzi idonei. Il ricorso alle autobotti sostituisce dunque il collegamento fisico alla rete, ma non modifica la natura del servizio né elimina la necessità di un regolare rapporto contrattuale tra gestore e utente.
L’ente richiama inoltre le modifiche al Regolamento di utenza approvate l’8 luglio 2026, sostenendo che le forniture nelle zone non servite siano già disciplinate e possano essere garantite agli utenti in possesso dei requisiti previsti dalla legge.
«I citati requisiti di legge sono vincolanti e non possono essere aggirabili o controvertibili attraverso un Regolamento adottato dall’ATI», si legge nella comunicazione.
L’ATI chiarisce di avere competenze di regolazione locale del servizio, ma non potestà normativa. Da qui la conclusione: «Nulla da espungere quindi». Non viene pertanto accolta la richiesta di modificare le disposizioni regolamentari.
L’emergenza torna sul tavolo del Comune
Il diniego dell’ATI non risolve il problema delle famiglie di Maddalusa che non riescono ad accedere alla fornitura ordinaria di acqua potabile. Allo stesso tempo, il riferimento alle ordinanze urgenti apre un tema amministrativo preciso.
Spetta adesso alle autorità competenti valutare se la situazione della contrada presenti i presupposti per un intervento temporaneo e straordinario, nel rispetto delle disposizioni di legge e delle competenze dei diversi enti.
Il Comune di Agrigento aveva già fatto ricorso a un’ordinanza per fronteggiare una parte dell’emergenza, limitatamente ai soggetti fragili. Occorre dunque comprendere se, alla luce delle condizioni attuali, siano possibili ulteriori iniziative e quali strumenti possano essere utilizzati.
La risposta dell’ATI chiarisce ciò che non può essere modificato attraverso il regolamento, ma indica anche il percorso da valutare in caso di emergenza.
La domanda, per i residenti di Maddalusa, resta concreta: esistono oggi le condizioni per una nuova ordinanza e quali iniziative intende assumere il Comune per garantire l’approvvigionamento idrico?
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