Libertà di stampa, il sindacato: «Basta attacchi ai giornalisti sui social»
Quando una notizia disturba la politica, il rischio è che il confronto lasci spazio agli attacchi personali. Il Sindacato Stampa Parlamentare Siciliana: «Sì alle critiche costruttive, no alle invettive».
La libertà di stampa non si misura quando le notizie fanno comodo, ma quando diventano sgradite. È questo il principio al centro del comunicato diffuso il 18 ottobre 2026 dal Sindacato Stampa Parlamentare Siciliana, che denuncia il ripetersi degli attacchi ai giornalisti e richiama la politica al rispetto dell’autonomia dell’informazione.
Un giornale non è un ufficio stampa né un megafono della politica. La scelta delle notizie e dello spazio da dedicare ai diversi argomenti rientra nella responsabilità editoriale e non può essere subordinata alle aspettative di partiti o singoli rappresentanti istituzionali.
Criticare un articolo è legittimo, contestare eventuali errori è doveroso. Diverso è trasformare il dissenso in un attacco personale, esponendo i cronisti a insulti e campagne di delegittimazione sui social. Il confronto deve basarsi sui fatti, non sulle intimidazioni.
L’informazione libera non deve compiacere il potere, ma raccontarlo. Anche quando ciò che emerge non piace.
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