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Home » Editoriali » Agrigento, 156 anni fa moriva Raffaello Politi, l’uomo che immaginava una strada tra i templi

Agrigento, 156 anni fa moriva Raffaello Politi, l’uomo che immaginava una strada tra i templi

Domenico Vecchio Di Domenico Vecchio
10 Ottobre 2026
in Editoriali, Valle dei Templi
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Agrigento, 156 anni fa moriva Raffaello Politi: l’uomo che immaginò una strada tra i templi

Nel giorno della sua scomparsa, AgrigentoOggi.it ricorda il pittore e custode delle antichità che nel 1846 propose un collegamento più agevole tra il Tempio della Concordia e quello di Giunone. A lui è intitolata una scuola agrigentina.

AGRIGENTO – Era il 10 ottobre 1870 quando moriva ad Agrigento Raffaello Politi, pittore, studioso e regio custode delle antichità. Oggi, a 156 anni dalla sua scomparsa, AgrigentoOggi.itne ricorda la figura, legata profondamente alla storia culturale della città.

Nato a Siracusa nel 1783, Politi arrivò a Girgenti nel 1809 e dedicò gran parte della sua vita allo studio e alla divulgazione del patrimonio archeologico locale.

Tra le sue iniziative più significative c’è una proposta del 12 dicembre 1846: realizzare una strada carrozzabile tra il Tempio della Concordia e quello di Giunone, per agevolare il percorso dei visitatori. La richiesta, indirizzata all’Intendente della provincia, è documentata in uno studio scientifico sulla storia della Valle dei Templi.

Un’idea concreta che testimonia come già nell’Ottocento ci si interrogasse sull’accessibilità dei monumenti e sulla possibilità di rendere più agevole la visita dell’area archeologica.

Il legame con Agrigento

Politi pubblicò nel 1826 Il viaggiatore in Girgenti e il Cicerone di piazza, una guida alle antichità cittadine ristampata in edizione ampliata nel 1842. Attraverso i suoi studi e la sua attività contribuì a far conoscere le bellezze dell’antica Akragas.

Il suo nome vive ancora nella città anche attraverso il Liceo statale Raffaello Politi, intitolato all’artista e studioso.

Ricordarlo oggi significa riscoprire una figura che, pur essendo nata a Siracusa, scelse Girgenti come luogo in cui costruire gran parte della propria esperienza professionale e culturale. E significa anche riconoscere quanto fosse già forte, nell’Ottocento, l’attenzione verso la tutela e la fruizione della Valle dei Templi.

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