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Home » Rifiuti » Rifiuti, nuova gara ma vecchio gestore: ad Agrigento si va verso un’altra proroga

Rifiuti, nuova gara ma vecchio gestore: ad Agrigento si va verso un’altra proroga

6 Ottobre 2026
in Rifiuti, evidenza
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Rifiuti, verso una nuova proroga: il 31 ottobre si avvicina

La gara da 69 milioni è arrivata alla fase decisiva, ma il sequestro delle quote di Risam e i tempi stretti rendono difficile il passaggio al nuovo gestore

Ad Agrigento si fa concreta l’ipotesi di una nuova proroga del servizio di igiene ambientale.

Non c’è ancora un provvedimento in questo senso, ma l’ipotesi appare concreta alla luce dei tempi della nuova gara e soprattutto degli ultimi sviluppi che hanno coinvolto Risam Srl, prima classificata nella procedura per il lotto di Agrigento.

L’appalto ha una base d’asta di 69,2 milioni di euro. Risam ha ottenuto 90 punti, con un ribasso del 13 per cento. La procedura è però ancora alle prese con gli adempimenti necessari al perfezionamento dell’affidamento. La piattaforma ufficiale della Regione indica infatti il lotto come “proposta di aggiudicazione”.

Nel frattempo, il 26 settembre, il 100 per cento delle quote di Risam è stato sequestrato nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Nocera Inferiore. Quattro persone risultano indagate e le contestazioni, secondo l’accusa, riguardano tra l’altro bancarotta fraudolenta, sottrazione alla riscossione e intestazione fittizia di beni. Le quote sono state affidate a un amministratore giudiziario.

Il sequestro non significa automaticamente esclusione dalla gara, ma introduce un elemento che dovrà essere valutato nell’ambito della procedura.

Il problema principale resta però il calendario. L’attuale proroga al raggruppamento Iseda-Sea-Seap scade il 31 ottobre. Se per quella data non sarà possibile completare il passaggio al nuovo gestore, si dovrà garantire comunque la continuità della raccolta e dello spazzamento. Ed è proprio per questo che prende corpo l’ipotesi di una nuova proroga o di una soluzione ponte.

Sarebbe l’ennesimo prolungamento di una gestione iniziata con il contratto del 2019, della durata originaria di cinque anni e poi proseguita attraverso successive proroghe.

La gara da oltre 69 milioni avrebbe dovuto segnare il passaggio a una nuova gestione. Ma, tra tempi amministrativi e la vicenda giudiziaria che ha coinvolto la società prima classificata, il 31 ottobre rischia di non essere la data del cambio di gestore, ma quella di un’ulteriore proroga.

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