L’assenza dell’assessore al Bilancio aveva fatto ipotizzare il rinvio, ma l’aula decide di procedere. Il confronto innescato dagli interventi di Vullo e Spataro. E sullo sfondo prende corpo l’ipotesi Carta alla presidenza della Commissione Bilancio.
AGRIGENTO – Il Consiglio comunale non si ferma e porta a casa il via libera alla variazione di bilancio da 1,4 milioni di euro destinata agli interventi di riqualificazione dell’area di Porta di Ponte e delle relative pertinenze.
Il provvedimento, inserito all’ordine del giorno attraverso un’integrazione, aveva rischiato di essere rinviato. Al momento della discussione, infatti, in aula non c’era l’assessore al Bilancio. Una circostanza che aveva aperto il confronto sull’opportunità di procedere comunque con l’esame di una variazione finanziaria di questa portata.
Per un momento, dunque, il rinvio è apparso una possibilità concreta. Poi il dibattito ha preso un’altra direzione. Gli interventi dei consiglieri Vullo e Spataro, tra gli altri, hanno contribuito a rimettere il punto sui binari della discussione e l’aula ha scelto di andare avanti senza attendere l’assessore.
La proposta è stata quindi esaminata e portata al voto, ottenendo l’approvazione del Consiglio comunale. Si completa così il passaggio consiliare necessario per il finanziamento regionale destinato alla riqualificazione di Porta di Ponte.
Ma la seduta non si esaurisce nel dato contabile. L’assenza dell’assessore al Bilancio, proprio mentre l’aula era chiamata a pronunciarsi su una variazione da 1,4 milioni di euro, ha inevitabilmente rappresentato uno degli elementi più discussi della giornata.
E mentre il provvedimento veniva approvato, sul piano politico si registra anche un’altra partita. Circola infatti l’ipotesi di affidare a Carta la presidenza della Commissione Bilancio. Una soluzione che, se confermata, potrebbe incidere sull’assetto delle commissioni e sugli equilibri interni al Consiglio.
Per ora il dato certo è il voto sulla variazione: i fondi per Porta di Ponte possono proseguire il loro iter. Il resto, a partire dalla Commissione Bilancio, sarà definito nelle prossime mosse politiche dell’aula. Foto Archivio
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