Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Palermo, Nicoletta Frasca, ha inflitto oltre 180 anni di reclusione ai 15 imputati, che hanno scelto il rito abbreviato, alcuni dei quali già coinvolti nella prima tranche dell’indagine già approdata a processo, del secondo filone dell’inchiesta “madre” sui nuovi clan mafiosi di Agrigento/Villaseta e Porto Empedocle e su un traffico di sostanze stupefacenti. La vicenda è legata al blitz scattato nel luglio dell’estate dell’anno scorso condotto dai carabinieri del Comando provinciale di Agrigento. Armi, droga, estorsioni e anche attentati intimidatori a colpi di kalašnikov. Avrebbero messo in piedi un vasto narcotraffico per finanziare il clan, che sarebbe stato diretto da James Burgio, detenuto in carcere ma operativo grazie a un telefono cellulare, e da Salvatore Prestia, cognato del boss Fabrizio Messina.
Le condanne più pesanti sono state inflitte ai presunti capi dei due gruppi: 20 anni di reclusione a testa per James Burgio, 33 anni, di Porto Empedocle, (detenuto al 41 bis) e Salvatore Prestia, 45 anni, di Porto Empedocle, accusati di essere ai vertici di due gruppi criminali che avrebbero monopolizzato il traffico di droga e armi tra Agrigento, Favara e Porto Empedocle; 20 anni di reclusione a Gaetano Licata, 42 anni, di Agrigento; e 17 anni e 2 mesi a Pietro Capraro, 40 anni, di Agrigento; che per gli inquirenti sono rispettivamente vice e capo della cosca di Villaseta.
Inflitte le condanne a 12 anni e 4 mesi di reclusione a Salvatore Carlino, 35 anni, di Canicattì; 8 anni e 8 mesi ad Antonio Crapa, 54 anni, di Favara; 12 anni a Stefano Fragapane, 33 anni, di Agrigento; 12 anni e 10 mesi a Vincenzo Iacono, 48 anni, di Porto Empedocle; 18 anni e 8 mesi a Salvatore Lombardo, 37 anni, di Favara; 6 anni ad Agostino Marrali, 29 anni, di Porto Empedocle; 15 anni e 8 mesi a Simone Sciortino, 23 anni, di Agrigento; 11 anni e 4 mesi a Cristian Terrana, 32 anni, di Agrigento; 9 anni e 4 mesi ad Alessandro Trupia, 37 anni, di Agrigento; 3 anni di reclusione ciascuno ad Andrea Sottile, 27 anni, di Agrigento e Antonio Guida, 19 anni, di Agrigento.
Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzato al traffico di stupefacenti aggravato dal metodo mafioso, tentata estorsione, danneggiamento a seguito di incendio, porto e detenzione di arma sempre aggravati dal metodo mafioso. Le posizioni di altri due imputati seguiranno strade diverse: Danilo Barbaro, 40 anni, di Agrigento, ha patteggiato la pena mentre Calogero Segretario, 30 anni, di Agrigento, verrà giudicato separatamente. L’indagine ha accertato che i clan di Villaseta e Porto Empedocle, dopo iniziali frizioni, avrebbero stretto un’alleanza in grado di mantenere saldi gli equilibri nel settore del traffico degli stupefacenti, suddiviso gli incassi, condiviso armi e imposto le proprie regole sul territorio.
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