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La Vardera pubblica il “video verità” ed espelle Crosta da Controcorrente

8 Settembre 2026
in Top, Politica
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Caso Crosta, il video verità di La Vardera: «Sodano sapeva che non andava candidato. Adesso torni in sé»

Il fondatore di Controcorrente ricostruisce la vicenda, denuncia il conflitto d’interessi del vicesindaco e rivela un retroscena sul confronto con il sindaco. L’affondo finale: «Crosta ha dimostrato di non essere per nulla Controcorrente».

«Le ultime 72 ore sono state forse tra le più difficili da quando ho intrapreso questo percorso politico. Ma, come sempre, senza esitazioni vi racconterò le cose come stanno».

Comincia così il lungo video verità di Ismaele La Vardera sul caso che coinvolge il vicesindaco di Agrigento, Giovanni Crosta. Un intervento durissimo, attraverso il quale il fondatore di Controcorrente ricostruisce l’intera vicenda, denuncia quello che ritiene un evidente conflitto d’interessi e chiama direttamente in causa il sindaco Michele Sodano.

La Vardera rivendica innanzitutto il contributo determinante del proprio movimento all’elezione del primo cittadino.

«Tutti sapete con quanta determinazione, passione e amore abbiamo contribuito all’elezione di Michele Sodano a sindaco di Agrigento. Una vittoria che non è stata semplicemente politica, ma la rivalsa di un’intera generazione che ha mandato a casa, dopo trent’anni, alcuni dinosauri politici che, con il loro modo tentacolare, hanno oppresso un’intera città».

Poi l’avvertimento: «Quando intraprendi un percorso simile devi avere ben chiaro chi sei, cosa non sei, ma soprattutto cosa non vuoi diventare».

La prima difesa di Crosta

La Vardera ripercorre la vicenda partendo dall’inchiesta giornalistica sull’immobile ereditato dal vicesindaco.

«La settimana scorsa un giornale locale di Agrigento ha dato la notizia che il vicesindaco aveva ereditato dai propri genitori una casa abusiva. Una notizia che Crosta ha commentato minacciando querele per ogni accostamento improprio e ribadendo che quella casa era stata ereditata, era disabitata e che il padre aveva presentato una richiesta di sanatoria».

Una ricostruzione che inizialmente aveva convinto lo stesso La Vardera a schierarsi dalla parte di Crosta.

«Era una posizione chiara e limpida, che mi aveva portato persino a manifestargli sostegno sotto il suo post su Facebook. Anche perché, diciamolo con chiarezza, non puoi avere la colpa di avere ereditato da tuo padre una casa abusiva. Fino a prova contraria non esiste il reato di abusivismo per eredità».

Nelle ore successive, però, la situazione sarebbe cambiata.

«Quel giornale ha cominciato a pubblicare una serie di prove, fotografie e articoli che mettevano fortemente in dubbio la prima ricostruzione del vicesindaco. Si è dimostrato in maniera inequivocabile che quella casa non era del tutto disabitata. C’erano feste, grigliate, serate danzanti e chi più ne ha più ne metta».

La Vardera si sofferma anche sui lavori che sarebbero stati eseguiti nell’immobile in epoca recente.

«Mentre la casa è stata ereditata e su questo nessuno può dire nulla, dal 2016 qualcuno quei lavori li avrà pure fatti. E quei lavori non sono stati ereditati».

L’incontro con Crosta e il post mai pubblicato

Di fronte alle contraddizioni emerse, La Vardera ha convocato una riunione con gli eletti di Controcorrente al Comune di Agrigento.

«Non ho chiesto la testa di nessuno. Ho cercato, insieme a loro, una soluzione che potesse garantire la buona fede del movimento».

Il deputato regionale spiega di avere chiesto al vicesindaco un gesto pubblico molto preciso.

«Gli avevo chiesto di fare un semplice post su Facebook, mettendoci la faccia e dicendo senza tentennamenti: “Se il Comune stabilirà che quella casa è abusiva, sarò il primo ad andare ad abbatterla con la mazza in mano. E, avendo le deleghe alla Polizia municipale, le rimetto al sindaco per una questione di opportunità, perché non posso essere contemporaneamente controllore e controllato”».

Crosta, secondo la ricostruzione di La Vardera, avrebbe rifiutato.

«Sapete cosa mi ha risposto? Che, siccome aveva ereditato quella casa insieme alla sorella, quest’ultima non era d’accordo che facesse dichiarazioni pubbliche. Poi, con grande disappunto, si è alzato e se n’è andato».

Da quel momento, per La Vardera, qualcosa non avrebbe più quadrato.

«Una questione di opportunità grande quanto una casa»

Il fondatore di Controcorrente ha quindi deciso di formalizzare la richiesta di chiarimenti.

«Non essendo convinto delle dichiarazioni rese dal vicesindaco, gli ho chiesto chiarimenti attraverso una Pec. Ho fatto anche di più: esercitando il mio mandato parlamentare, ho scritto all’Ufficio abusi della Regione Siciliana per chiedere verifiche proprio sul vicesindaco del mio partito».

La ragione è politica prima ancora che amministrativa.

«Non voglio che si dica che noi chiudiamo un occhio quando si tratta dei nostri e facciamo ferro e fuoco quando si tratta degli altri. Su questa storia c’è una questione di opportunità grande quanto una casa».

Il paragone con il quartiere senz’acqua

La Vardera collega il caso Crosta alla crisi idrica che da mesi colpisce la cosiddetta zona A di Agrigento.

«Tutta questa storia è davvero incredibile se pensiamo che proprio ad Agrigento c’è un intero quartiere, ritenuto abusivo, che da quattro mesi è senz’acqua. In quel caso l’amministrazione si è allineata alla legge e alle norme. Ma proprio sulla casa del vicesindaco avrebbe dovuto essere conseguenziale e non usare due pesi e due misure».

Il riferimento è alle famiglie rimaste senza approvvigionamento idrico a causa delle contestazioni sulla regolarità urbanistica degli immobili.

Il retroscena su Sodano: «Non lo avremmo candidato»

Nel video La Vardera rivela anche il contenuto di un confronto privato con Michele Sodano.

«Ho provato a spiegare al sindaco che questa storia non andava presa sottogamba e gli ho posto una domanda specifica: “Michele, se avessimo saputo tutto questo prima delle elezioni, lo avremmo candidato?”».

La risposta di Sodano, secondo quanto riferisce La Vardera, sarebbe stata netta: «No, è stata una leggerezza. Non lo avremmo candidato».

Per il leader di Controcorrente non si tratta di anticipare valutazioni di carattere giudiziario.

«Se in questa storia ci siano reati o meno non sarò io a dirlo. Qui parliamo di altro. Non parliamo di reati, ma di coerenza, credibilità e opportunità politica».

«Crosta dovrebbe controllare se stesso»

Il nodo principale riguarda le deleghe ricoperte da Crosta: Legalità, Anticorruzione, Trasparenza e Polizia municipale.

«Come possiamo lasciare al suo posto un vicesindaco che ha queste deleghe, come se nulla fosse, e che si trova peraltro in un evidente conflitto d’interessi? Dovrebbe essere allo stesso tempo controllato e controllore. Per assurdo, dovrebbe controllare se stesso».

La Vardera racconta di essersi posto una domanda che non gli avrebbe fatto «dormire per un’intera notte».

«Se avesse vinto il nostro avversario politico e il suo vicesindaco si fosse trovato nella stessa situazione, noi cosa avremmo fatto? Avremmo fatto le barricate e preteso le dimissioni».

Da qui la scelta di non applicare due pesi e due misure: «Noi siamo fieramente diversi».

La rottura durante gli Stati generali

Il momento in cui la situazione sarebbe definitivamente precipitata coincide con gli Stati generali di Controcorrente, celebrati proprio ad Agrigento.

«Sabato e domenica sono stato lasciato solo ad affrontare il problema con la stampa, che inevitabilmente mi ha chiesto del caso Crosta. È in quei giorni che è maturata, in me e nei vertici del movimento, la convinzione che l’unica strada possibile fosse fare compiere un passo indietro al vicesindaco».

Una posizione che sarebbe stata comunicata direttamente a Sodano.

«Lo abbiamo detto al nostro sindaco sia dal vivo sia per iscritto. Mi dispiace, caro Michele, che tu abbia scritto di averlo appreso dalla stampa, perché noi te lo avevamo detto chiaramente. Evidentemente non ci hai sentiti».

A spiazzare il movimento sarebbe stata soprattutto la successiva presa di posizione del primo cittadino.

«La cosa più incredibile è che il sindaco abbia cominciato una difesa d’ufficio, a spada tratta, nei confronti del vicesindaco».

«Se non fossi intervenuto sarebbe stata connivenza»

La Vardera risponde anche a chi considera il suo intervento un’ingerenza nelle vicende amministrative di Agrigento.

«A chi pensa che mi sia intromesso rispondo che, se non fossi intervenuto, sarebbe stata connivenza. Per me stare zitto in questa vicenda sarebbe stato certamente più conveniente».

Il leader di Controcorrente mette in conto anche le conseguenze politiche della rottura.

«I nostri detrattori già dicono: “Vedete, dopo appena tre mesi litigano e non sanno amministrare”. A loro rispondo che stiamo semplicemente rimanendo ciò che siamo. E la gente ci apprezza proprio per questo».

Le domande a Crosta e Sodano

La parte finale del video contiene una serie di domande rivolte direttamente al vicesindaco.

«Caro Crosta, cinque giorni fa ti abbiamo inviato una Pec con una richiesta di chiarimenti e documentazione specifica. Perché ancora oggi non ci hai risposto? Fossi stato al tuo posto, avrei risposto la notte stessa in cui l’avevo ricevuta. Se uno non ha nulla da nascondere, perché non rispondere subito?».

Poi La Vardera si rivolge a Michele Sodano, ricordando il momento in cui il futuro sindaco gli avrebbe chiesto sostegno per la candidatura.

«Caro Michele, ricordi quando sei venuto a trovarmi nel mio ufficio e mi hai detto che la strada giusta era quella di candidarti a sindaco? Insieme avevamo deciso una linea chiara: non guardare in faccia a nessuno e liberare quella città».

Da qui l’affondo: «Perché difendere ciò che, dal punto di vista dell’opportunità politica, è praticamente indifendibile? Perché non hai disposto verifiche urgenti sulla vicenda del tuo vicesindaco?».

Secondo La Vardera, «in gioco non c’è soltanto la credibilità del movimento, ma quella delle istituzioni».

«Fossi stato al tuo posto, avrei disposto immediatamente un’ispezione della Polizia municipale. Non possiamo usare la verga con gli altri e la bambagia quando si tratta dei nostri uomini».

«Michele, torna in te»

L’ultimo appello è rivolto direttamente al sindaco.

«Caro Michele, torna in te. Dentro il tuo cuore sai cosa è giusto. A volte i palazzi del potere possono ubriacare, ma, in fondo, sappiamo quali sono le scelte giuste».

La Vardera ricorda quindi la frase che attribuisce allo stesso Sodano: «Se avessi saputo prima della casa del vicesindaco, non lo avrei candidato».

E conclude: «Oggi lo sai, lo sappiamo tutti e puoi dimostrare che non possiamo girarci dall’altra parte. Puoi dimostrare il tuo coraggio».

Poi il saluto, tanto affettuoso quanto politicamente pesante: «Ciao, Michi».

Per Crosta, invece, l’ultima frase assume il valore di una sentenza politica: «Vicesindaco Crosta, hai dimostrato di non essere per nulla Controcorrente».Una cosa, dopo questo intervento, appare certa: il “modello Agrigento” celebrato fino a pochi giorni fa è entrato nella sua crisi più profonda.

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