È stata ricordata, a un anno dalla scomparsa, Maria “Mariella” De Maria, alla quale è dedicata la biblioteca del reparto di Medicina interna dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, diretto dalla dottoressa Giusi Mira. La biblioteca, nata anche grazie alla collaborazione dei volontari dell’Avulss, conta oggi circa 1.050 volumi, di cui circa 500 provenienti dalla donazione della stessa De Maria, appassionata di lettura, teatro, musica e opera lirica.
All’incontro hanno partecipato la sorella della benefattrice, Germana De Maria, familiari e amici, il direttore sanitario del presidio ospedaliero Vincenzo Asaro, la presidente dell’Avulss Liliana Palumbo Piccionello e don Ashock, vice parroco della parrocchia di Fontanelle. Nel corso dell’iniziativa, introdotta dallo psicologo del reparto Dino Randisi, sono stati illustrati gli obiettivi della biblioteca e presentati il catalogo online e quelli cartacei. La volontaria Mara Barbagallo ha ricordato la figura di Mariella, mentre l’attrice Lia Rocco ha voluto dedicarle un brano particolarmente amato dalla benefattrice, “La leggenda di Cola Pesce”.
“Mariella De Maria è stata una persona profondamente attenta alle tematiche sociali e alla vita della comunità – si legge in una nota di Asp – . Nel corso della sua vita ha dedicato parte del proprio impegno alla tutela dei lavoratori, alle questioni femminili e al volontariato, in particolare nella comunità parrocchiale di Fontanelle.
“Una sensibilità verso gli altri che ha caratterizzato anche il suo rapporto con la malattia e che ha trovato nella donazione dei suoi libri una concreta forma di solidarietà – continua la nota -. A conclusione dell’incontro, la dottoressa Giusi Mira ha ringraziato la famiglia De Maria e ha scoperto la targa dedicata alla donatrice”.
“Con la sua donazione, Mariella De Maria ha voluto continuare a essere vicina agli altri, offrendo ai pazienti del reparto la possibilità di trovare nella lettura un momento di svago, compagnia e benessere. Un gesto di generosità che oggi continua a vivere attraverso la biblioteca, a disposizione dell’intera comunità ospedaliera”, conclude l’Asp.
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