Crisi Controcorrente-Crosta: Isma e Michi sono già al bivio
L’esperienza di Controcorrente nel capoluogo dei Templi si è già esaurita?
Meno male che ci accusavano di essere troppo esagerati quando sostenevamo che cento giorni sono sufficienti per cominciare a vedere l’impronta di un’amministrazione.
«Lasciatelo lavorare», dicevano alcuni.
Ebbene, non sono ancora trascorsi cento giorni e a Palazzo dei Giganti è già arrivata la prima vera crisi politica dell’esecutivo. E non è una crisi qualsiasi, perché rischia di produrre una frattura proprio tra il sindaco Michele Sodano e Controcorrente, il movimento che più di tutti ha spinto, organizzato, sostenuto e dato visibilità alla sua campagna elettorale.
“Isma” e “Michi”, per dirla con la confidenza utilizzata all’interno del gruppo, sembrano essere arrivati al primo vero bivio.
Ismaele La Vardera ha chiesto un passo indietro a Giovanni Crosta. Michele Sodano, invece, almeno fino a questo momento, non sembra intenzionato a scaricare il suo vicesindaco, che è stato anche il capolista di Controcorrente alle ultime amministrative.
Se Sodano dovesse scegliere Crosta, politicamente sceglierebbe di andare allo scontro con La Vardera.
Ed è qui che la vicenda diventa molto più grande del caso personale del vicesindaco.
Perché La Vardera sembra avere compreso perfettamente quale sia il problema politico esploso ad Agrigento. Forse più di quanto continuino a far finta di non comprenderlo alcuni sodaniani.
Il punto non riguarda soltanto l’immobile di Crosta e la sua situazione urbanistica, sulla quale saranno gli uffici e gli organismi competenti a pronunciarsi. Il problema politico riguarda anche le dichiarazioni rese pubblicamente dal vicesindaco e il possibile conflitto di interessi derivante dalle deleghe che esercita.
Crosta ha infatti deleghe delicate come Trasparenza, Anticorruzione e Polizia municipale e, nello stesso tempo, si trova personalmente coinvolto in una vicenda amministrativa sulla quale gli uffici comunali sono chiamati a pronunciarsi.
Il paradosso è evidente: il controllore rischia di ritrovarsi nella posizione del controllato.
E ad Agrigento, evidentemente, anche i paradossi riescono ad avere una loro particolare declinazione.
Ma questa storia rischia di diventare soprattutto un problema per La Vardera.
Il leader di Controcorrente guarda ormai apertamente alla partita regionale e Agrigento era stata indicata proprio dal suo movimento come il laboratorio politico del cambiamento, il modello da mostrare alla Sicilia.
Se quel laboratorio dovesse entrare in crisi dopo appena tre mesi, il boomerang politico sarebbe evidente.
Soprattutto perché sulla Sicilia l’attenzione politica sta crescendo e la vicenda agrigentina potrebbe inevitabilmente superare i confini locali.
E il rischio che la vicenda superi rapidamente i confini agrigentini non è affatto teorico. Agli Stati generali di Controcorrente di domenica scorsa sono già piombate “Le Iene”.
E, al momento, oltre alla vittoria elettorale, La Vardera non ha ancora molti risultati amministrativi del “modello Agrigento” da poter raccontare.
Una cosa è avere sbandierato il cambiamento durante la campagna elettorale. Un’altra è trasformarlo in amministrazione.
E i segnali di discontinuità, almeno fino ad oggi, sembrano riguardare soprattutto i volti.
L’emergenza idrica continua a mordere la città. I rifiuti restano un problema. Le grandi questioni strutturali di Agrigento sono ancora tutte sul tavolo. Quella svolta annunciata durante la campagna elettorale, per il momento, non si vede.
Adesso, però, arriva la politica vera.
Perché bisognerà capire cosa accadrà se la frattura tra Sodano e Controcorrente dovesse diventare definitiva.
Su quale maggioranza politica potrà contare Michele Sodano?
Nella sua Giunta siedono anche esponenti riconducibili al Partito democratico e al Movimento 5 Stelle. Ma se venisse meno il sostegno di Controcorrente, l’amministrazione dovrebbe necessariamente ridefinire la propria identità politica.
Ed è qui che potrebbe aprirsi uno scenario paradossale.
Il centrodestra, unito o diviso che sia, potrebbe ritrovarsi nella condizione di diventare la stampella politica dell’amministrazione Sodano, garantendole di volta in volta numeri, copertura e stabilità.
Una soluzione che, per certi versi, potrebbe persino fare comodo a una parte dello stesso centrodestra.
Ma a quel punto sarebbe difficile continuare a parlare dell’amministrazione Sodano come dell’esperimento politico di Controcorrente.
Sarebbe un’altra cosa.
Con un’altra maggioranza e, inevitabilmente, con un’altra identità.
C’è poi un’altra partita, forse ancora più delicata: quella dei consiglieri comunali eletti nella lista di Controcorrente.
Continueranno a sostenere la linea Crosta-Sodano? Sceglieranno legittimamente altre collocazioni politiche? Oppure resteranno dentro Controcorrente seguendo la posizione indicata da La Vardera?
Perché in quest’ultimo caso si aprirebbe un problema numerico non secondario: aumenterebbe il numero dei consiglieri che potrebbero collocarsi all’opposizione dell’amministrazione.
Sono interrogativi che oggi non hanno ancora una risposta.
Anche perché non è dato sapere fino in fondo cosa pensino Michele Sodano e Giovanni Crosta.
Come ormai accade frequentemente, sindaco e vicesindaco preferiscono affidare ai social i propri messaggi, senza contraddittorio e senza affrontare direttamente le domande dei giornalisti.
E persino oggi abbiamo assistito a uno spettacolo politicamente curioso: Sodano e La Vardera hanno finito per parlarsi attraverso i post sui social.
Il sindaco da una parte. Il leader del movimento che lo ha portato alla vittoria dall’altra.
Altro che luna di miele.
Non sono ancora trascorsi cento giorni e il “modello Agrigento” è già davanti al suo primo vero bivio: Sodano dovrà decidere se stare con Crosta o con Controcorrente. La Vardera dovrà decidere se rompere davvero o fermarsi alla richiesta di dimissioni. E i consiglieri dovranno scegliere da quale parte stare.
Poi dicevano: lasciateli lavorare.
Li abbiamo lasciati lavorare.
E in meno di cento giorni, di cose, ne sono successe eccome. Leggi anche: Caso Crosta, Controcorrente chiede al vicesindaco il passo indietro
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