Conte apre ai civici: «Il centrosinistra deve andare oltre M5S, Pd e Avs». E frena su Renzi
Il leader del Movimento 5 Stelle interviene agli Stati generali di Controcorrente ad Agrigento e promuove il progetto civico di Alessandro Onorato: «Nasce dal basso e può intercettare chi oggi non raggiungiamo». Sulle primarie: «Prima viene il programma»
AGRIGENTO. Allargare il campo progressista oltre il perimetro già occupato da Movimento 5 Stelle, Partito democratico e Alleanza Verdi e Sinistra, cercando consensi in quella parte del Paese che oggi non si riconosce nei partiti del centrosinistra. E in questo percorso guardare con favore alla costruzione di una nuova area civica. Molto meno a Matteo Renzi.
È la linea indicata da Giuseppe Conte, intervenuto da remoto agli Stati generali di Controcorrente ad Agrigento.
«Per me è fondamentale un progetto solido, coeso e coerente con l’idea di cambiamento del Paese, altrimenti sarà facile governare come sta governando Meloni», ha detto il presidente del Movimento 5 Stelle.
Per Conte il problema non è contendersi gli elettori già presenti all’interno del campo progressista, ma allargare il bacino della coalizione.
«Per cambiare il Paese oggi ci si può aprire non a un elettorato già intercettato dal Pd, dal M5S, da Avs, ma allargarsi ad uno spicchio di Paese ancora più ampio».
Una prospettiva nella quale Conte inserisce anche il progetto civico promosso da Alessandro Onorato, assessore ai Grandi eventi di Roma e fondatore di Progetto Civico Italia, presente agli Stati generali organizzati dal movimento di Ismaele La Vardera.
«È un’iniziativa politica che ho subito visto con favore perché nasce dal basso – ha spiegato Conte –. Perché dovremmo ostacolare un progetto civico nuovo, innovativo e attento a valorizzare le esperienze amministrative?».
L’obiettivo è intercettare anche quella parte di elettorato che negli ultimi appuntamenti elettorali ha scelto l’astensione e costruire quello che Conte definisce «un progetto progressista» più largo rispetto all’attuale somma dei partiti.
Molto più fredda, invece, la valutazione sul possibile ruolo di Italia Viva e Matteo Renzi.
«Con tutto il rispetto per il partito di Renzi, mi sembra che da anni sia fermo a quella percentuale. Non mi sembra che abbia una potenzialità espansiva, anzi vedo in giro che molti continuano a diffidare della presenza di Renzi».
Un passaggio che segna una differenza piuttosto netta: apertura a un’area civica capace di portare nuovi elettori dentro la coalizione, forti perplessità su un allargamento che passi invece da Renzi.
Conte è intervenuto anche sul tema delle primarie, che inevitabilmente accompagna la discussione sulla costruzione della coalizione e sulla scelta delle candidature.
«Questo è il momento del programma. Il momento delle primarie verrà poi», ha spiegato l’ex presidente del Consiglio.
Per Conte il programma «non può essere definito nel chiuso delle segreterie» e le eventuali primarie «non devono diventare una competizione tra partiti».
Prima, dunque, viene la costruzione politica e programmatica della coalizione. Solo successivamente la scelta di chi dovrà rappresentarla.
«Quello che sta per arrivare è una svolta per il Paese che ci deve vedere tutti coprotagonisti senza alcun personalismo», ha aggiunto Conte, annunciando anche un impegno personale per costruire meccanismi capaci di evitare che, una volta formato il progetto, emergano «forze centrifughe» in grado di comprometterne la solidità.
Dagli Stati generali di Agrigento arriva così un’apertura significativa del leader del Movimento 5 Stelle al nuovo progetto civico che vede insieme l’esperienza di Onorato e quella di Controcorrente. Un’area che punta a trovare spazio nel campo progressista senza limitarsi a redistribuire i consensi già esistenti tra Pd, M5S e Avs.
Con un messaggio altrettanto chiaro rivolto agli alleati: prima il progetto e il programma, poi i nomi e le primarie.
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