Caso Crosta, La Vardera chiede chiarezza: «Se la casa è irregolare, il primo ad abbatterla deve essere lui» Caso Crosta, La Vardera: «Chiarezza o ci saranno novità»
Il caso Crosta irrompe negli Stati generali di Controcorrente. A meno di cento giorni dall’insediamento dell’amministrazione guidata da Michele Sodano, la vicenda riguardante l’immobile riconducibile alla famiglia del vicesindaco apre una questione politica dentro il movimento. Ismaele La Vardera annuncia di avere chiesto una relazione dettagliata e di avere inviato una Pec agli uffici regionali competenti: «Ci sono elementi che non ci tornano. Se non arriverà chiarezza, ci saranno novità».
Il caso Crosta monta ad Agrigento e Controcorrente, con il sindaco Michele Sodano, si trova a gestire una vicenda che, a meno di cento giorni dall’inizio del mandato, ha già aperto una discussione politica interna al movimento.
A chiedere pubblicamente chiarezza è stato lo stesso fondatore di Controcorrente, Ismaele La Vardera, intervenuto dall’Hotel Kaos di Agrigento, dove sono in corso gli Stati generali del movimento.
«Controcorrente è un movimento che pretende chiarezza dagli altri e, soprattutto, da chi sta al proprio interno. È una questione di coerenza che non può venire meno», ha affermato La Vardera.
Il deputato regionale ha annunciato di avere formalmente chiesto al vicesindaco Giovanni Crosta una relazione sui fatti e di essersi rivolto direttamente agli uffici competenti della Regione Siciliana.
«Ho fatto di più – ha spiegato –. Leggo sui giornali che sarebbero state inviate delle Pec: quelle Pec le ho mandate io quattro giorni fa all’ufficio regionale competente in materia di abusivismo, chiedendo di verificare la posizione di un nostro amministratore. Trovate un altro leader di partito disposto a fare una cosa simile».
«Ci sono elementi che non ci tornano»
La Vardera non ha nascosto l’esistenza di aspetti ancora da chiarire:
«Rispetto alle dichiarazioni iniziali sono necessari degli approfondimenti. Ci sono elementi che non ci tornano. Noi abbiamo fiducia, ma chiederemo chiarezza e, qualora questa chiarezza non dovesse arrivare, ci saranno delle novità».
Il leader di Controcorrente ha tuttavia respinto l’accostamento automatico tra il caso Crosta e la situazione vissuta dai residenti di Maddalusa, sostenendo che si tratti di vicende differenti.
«Qualcuno sta marciando su questa storia, mettendola insieme a quella di Maddalusa. Non è la stessa cosa. Il vicesindaco ha prodotto un documento e Aica ha chiarito che quell’immobile non dispone di un allaccio idrico. Fomentare i cittadini di Maddalusa sostenendo il contrario è un’operazione intellettualmente disonesta».
Una distinzione che, però, secondo La Vardera non esonera Crosta dal dovere di spiegare fino in fondo la propria posizione.
«Avrebbe dovuto dirlo subito»
Il passaggio politicamente più delicato riguarda le dichiarazioni rese inizialmente dal vicesindaco sulla frequentazione dell’immobile.
«Su questo punto c’è stata un’interpretazione ambigua – ha affermato La Vardera –. Pare evidente che il vicesindaco non vi risieda. Se, però, ha frequentato quella casa in altri contesti, avrebbe dovuto dirlo fin dalla prima battuta, senza troppi giri di parole».
La Vardera ha quindi ricordato che Crosta non avrebbe costruito personalmente l’immobile, ma lo avrebbe ricevuto in eredità. Una circostanza che distingue le responsabilità personali, senza però cancellare il problema politico derivante dal ruolo istituzionale ricoperto oggi.
«Quella casa non l’ha costruita lui, l’ha ereditata. Ma proprio per questo gli ho suggerito che, qualora gli uffici accertassero un’irregolarità e la pratica non risultasse sanabile, il primo ad abbatterla con le mazze dovrebbe essere lui. E io sarei il secondo».
Poi l’affondo:
«Sulla credibilità di Controcorrente non permetteremo a nessuno di mettere pulci nelle orecchie. Noi parliamo con i documenti alla mano, non con le chiacchiere».
Una questione ormai politica
Il caso Crosta non è più soltanto una vicenda personale e non è nemmeno una partita tra il vicesindaco e chi lo contesta. Il punto riguarda ormai la credibilità delle regole e di chi è chiamato a farle rispettare.
La legalità è un principio facile da proclamare quando riguarda gli altri. La vera prova arriva quando una vicenda scomoda coinvolge qualcuno che siede nella propria amministrazione.
La Vardera ha preso posizione, ha chiesto una relazione e ha interessato gli uffici regionali. Adesso si attende di conoscere anche la posizione del sindaco Michele Sodano e, soprattutto, l’esito delle verifiche tecniche.
Se il caso è diverso da quello di Maddalusa, occorre spiegare con chiarezza perché. Se la posizione dell’immobile è regolare o sanabile, saranno gli atti a dimostrarlo. Se, invece, dovessero emergere irregolarità, spetterà agli organi competenti stabilirne le conseguenze.
Non serve individuare preventivamente un colpevole. Serve applicare una regola, uguale per tutti.
Ed è proprio su questa coerenza che, adesso, si misura la credibilità politica di Controcorrente e dell’amministrazione Sodano.
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