“Nera figlia del fuoco”, a Linosa l’omaggio di Nuccio Zicari a dieci anni dal primo approdo
Una poesia incisa nel legno, il mare davanti e alle spalle la roccia vulcanica di Pozzolana. Nuccio Zicari celebra così i dieci anni dal suo primo arrivo a Linosa, donando all’isola un’installazione che racconta il legame costruito nel tempo con una terra che considera ormai la sua seconda casa.
L’opera, inaugurata ieri a Pozzolana, porta il titolo “Nera figlia del fuoco”, lo stesso della poesia scritta da Zicari tra il 2016, anno del suo primo approdo a Linosa, e il 2017, quando il testo venne pubblicato.
L’installazione è stata pensata per dialogare con il luogo e, soprattutto, per resistergli. Un piedistallo in ferro dall’aspetto volutamente arrugginito sostiene una tavola di legno marino sulla quale la poesia è stata incisa a fuoco. La tavola è fissata attraverso perni in ottone, richiamando le tecniche utilizzate un tempo sulle vecchie imbarcazioni.
Non è casuale neppure il suo orientamento. Su suggerimento degli stessi isolani, la targa è stata collocata “a favore di Maestrale”, quasi come una sfida simbolica al vento più temuto sull’isola, con l’obiettivo di consentire all’opera di resistere nel tempo. Un particolare che assume un significato ancora maggiore dopo i danni provocati dal ciclone Harry.
In basso, sotto i versi, compare un’altra immagine fortemente legata alla storia personale dell’autore con Linosa: una fotografia scattata dallo stesso Zicari dalla nave mentre lasciava l’isola per fare ritorno a Porto Empedocle. Nell’immagine, successivamente trasposta graficamente, resta visibile la scia dell’imbarcazione che si allontana da Linosa.
«Ieri ho visto realizzare un sogno durato dieci anni, dal mio primo approdo a Linosa – racconta Nuccio Zicari –. Un’isola dove, alcuni dicono, non ci sia niente. Ma dove ho scoperto che quel niente vale più del tutto che si trova altrove».
Parole che spiegano forse meglio dell’opera stessa il senso dell’iniziativa. Quella di Zicari non vuole essere soltanto una celebrazione di un anniversario, ma una sorta di restituzione all’isola e alla comunità che in questi anni lo ha accolto.
La realizzazione ha coinvolto diverse professionalità: testo e fotografia sono di Nuccio Zicari, il progetto grafico è stato curato dalla Tipografia Sarcuto, mentre Barbara Spirio si è occupata della tavola e dell’incisione. Il piedistallo in ferro è stato realizzato dal fabbro Lillo Grano.
Zicari ha voluto inoltre rivolgere un ringraziamento particolare a chi lo ha accompagnato nella realizzazione del progetto:
«Un ringraziamento speciale a Fabio Tuccio, Titta Sorrentino, Andrea Ventura, Giovanni Errera e Giovanni Giardina, che mi hanno supportato nella realizzazione di questo progetto. E a tutti gli isolani che mi hanno accolto all’interno della loro grande famiglia, in quest’isola che considero una seconda casa».
Adesso quei versi restano lì, davanti al mare di Pozzolana. Un piccolo segno materiale nato da dieci anni di ritorni, partenze e appartenenza, affidato al legno, al ferro e al Maestrale.
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