E’ morto per i forti e violenti traumi alla schiena. Questo emerge dal primo esito dell’autopsia eseguita ieri sul cadavere di Cristiano Giamporcaro, il regista ventinovenne di Caltanissetta, travolto e ucciso da un gommone a Lampedusa. L’esame autoptico parla di “forti traumi dorsali” causati evidentemente dall’impatto con il natante.
Alla guida dell’imbarcazione due coniugi romani di 72 e 69 anni adesso indagati dalla Procura di Agrigento con l’accusa di omicidio nautico. Un reato peraltro aggravato alla fine del 2023 che viene comparato a quello di omicidio stradale. I due indagati, se giudicati responsabili, rischiano una condanna dai 2 ai 7 anni. Intanto la procura guidata da Giovanni Di Leo ha disposto ulteriori accertamenti irripetibili che riguardano proprio il gommone.
L’avvocato dei familiari della vittima, Sergio Iacona, intanto ha lanciato un appello “a quanti abbiano visto circostanze utili quel giorno, per ricostruire esattamente cos’è accaduto”. Secondo prime ricostruzioni, il giovane regista era in acqua con la fidanzata, poi la ragazza era tornata in spiaggia, mentre lui si era intrattenuto per le immersioni. All’improvviso la tragedia.
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