FAVARA. “Da otto anni non abbiamo più sue notizie, ma da sindaco non ho mai smesso di chiedere verità e chiarezza”. Nel giorno del ricordo della scomparsa di Gessica Lattuca, la voce delle istituzioni si alza per spezzare un silenzio che dura dal 12 agosto 2018. Il primo cittadino di Favara, Antonio Palumbo, torna ad appellarsi alla coscienza di chi sa e non ha mai parlato, tracciando il bilancio amaro di una vicenda ancora priva di risposte: “Oggi la speranza si è attenuata. Una parte, seppur piccola, di questa città non vuole cambiare. Magari un giorno potremo vedere una Favara diversa, libera dai silenzi e dalle complicità”.
Una trama irrisolta
Gessica Lattuca, ventisette anni e madre di quattro figli, svanisce nel nulla la sera di otto anni fa. Gli ultimi a vederla sono alcuni parenti, poi il buio pesto. Nel 2023 la vicenda giudiziaria registra una svolta drammatica con l’iscrizione nel registro degli indagati del fratello della donna, il quarantatreenne Vincenzo Lattuca, accusato di omicidio aggravato e occultamento di cadavere in concorso con ignoti. Una pista investigativa spezzatasi a poche settimane di distanza con la morte improvvisa dell’uomo.
La memoria della comunità
Oggi le indagini risultano ferme, bloccate in un binario morto che lascia la famiglia e l’intera comunità senza verità. A mantenere viva la memoria, insieme al comune, è il Centro Antiviolenza Gloria, che affida a un breve messaggio la determinazione a non archiviare la storia della giovane madre: “Ciao Gessica, non ti dimentichiamo”.
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