La Valle dei Templi è davvero più accessibile. Ma basta uscire dal Parco e i problemi ricominciano
Il sogno del direttore del Parco archeologico della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta, e di tante persone con disabilità si è finalmente realizzato. Dopo l’incidente domestico che, negli anni scorsi, lo ha costretto ad affrontare difficoltà motorie, Sciarratta ha fatto dell’accessibilità uno degli obiettivi principali della sua gestione, con l’idea di rendere il sito archeologico realmente fruibile a tutti.
A testimoniare il risultato raggiunto è un video diventato virale, nel quale una donna in carrozzina racconta la propria emozione:
«Sono abbondantemente adulta, eppure oggi ho pianto di gioia come una bimba. La Valle dei Templi era il grande sogno impossibile della mia vita, ma il direttore di questo Parco ha reso possibile l’impossibile. Ha speso migliaia di euro e ha fatto costruire rampe, passerelle, rendendo tutto completamente accessibile alle carrozzine. Tutto. Non solo. Mostrando il certificato di invalidità puoi prenotare gratuitamente una carrozzina elettrica. E con questo piccolo carrarmato andavo talmente veloce che in salita superavo anche gli altri. Oggi è il giorno più bello della mia vita. A chi ha reso possibile tutto questo voglio dire solo una cosa: grazie. Perché non è scontato. Il mondo spesso lascia indietro chi non sta al passo, ma non questa volta, non alla Valle dei Templi di Agrigento».
Parole che raccontano un’esperienza autentica e che confermano un dato oggettivo: oggi il percorso monumentale della Valle dei Templi è realmente molto più accessibile rispetto al passato. Rampe, passerelle e carrozzine elettriche rappresentano un investimento concreto che merita di essere riconosciuto.
C’è però un aspetto che non può passare inosservato. Il video non è stato rilanciato soltanto dalla protagonista, ma anche pubblicato direttamente dai canali ufficiali del Parco archeologico, assumendo inevitabilmente i contorni di un contenuto promozionale. Nulla di scorretto, ma il rischio è quello di trasmettere l’idea che il problema dell’accessibilità sia stato completamente risolto.
Non è così.
Perché l’accessibilità esiste all’interno del Parco, lungo la Via Sacra e nell’area dei principali templi, ma appena si oltrepassano i varchi la situazione cambia radicalmente.
Chi arriva ad Agrigento con una disabilità si trova ancora davanti a numerosi ostacoli. Dove parcheggia? Come raggiunge gli ingressi di Porta V o Porta Giunone? I percorsi esterni sono spesso tortuosi, sterrati o privi di adeguati marciapiedi. In diversi tratti la pavimentazione è dissestata, l’illuminazione insufficiente e la vegetazione invade gli spazi destinati ai pedoni.
Le difficoltà non riguardano soltanto chi utilizza una carrozzina. Gli stessi problemi li incontrano gli anziani, le famiglie con passeggini e, più in generale, chiunque scelga di raggiungere il Parco a piedi.
Di recente abbiamo raccontato anche un’altra criticità: l’assenza di collegamenti pedonali sicuri tra San Leone, Villaggio Peruzzo, Villaseta, Monserrato e la Valle dei Templi. Un limite importante per una città che punta sempre di più sul turismo sostenibile e sulla mobilità dolce.
Insomma, il lavoro svolto all’interno del Parco rappresenta un esempio positivo e concreto. Ma perché Agrigento possa definirsi davvero una destinazione accessibile, serve uno sforzo ulteriore che coinvolga Comune, Regione e tutti gli enti competenti.
Il sogno di Sciarratta, almeno dentro la Valle, è diventato realtà. Adesso resta da rendere accessibile anche tutto ciò che c’è intorno.
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