Gaetano Aronica attacca: «La cultura è in mano agli improvvisati, i competenti restano ai margini
Un duro atto d’accusa contro quello che definisce il degrado del sistema culturale e turistico locale. A lanciarlo, attraverso una lunga riflessione pubblicata sui social, è Gaetano Aronica, che punta il dito contro l’improvvisazione, il mancato riconoscimento delle competenze e una gestione della cultura che, a suo dire, premia le relazioni personali più del merito.
«Ragazzi, non studiate!!!», esordisce provocatoriamente Aronica, rivolgendosi ai più giovani. Un incipit volutamente forte per denunciare quella che considera una profonda contraddizione: chiedere ai ragazzi di investire anni nello studio e nella formazione, salvo poi assistere alla valorizzazione di figure «di scarsissimo valore e senza merito», che «si sono occupate tutta la vita di banane e oggi si improvvisano operatori culturali, attori, registi, scrittori, tuttologi».
Secondo Aronica, il panorama culturale sarebbe ormai dominato dalla logica delle conoscenze personali piuttosto che da competenze e curriculum. «Perché dovreste studiare – scrive – se poi basta un amico in più?».
Nel suo intervento l’autore critica anche il ritorno di quelli che definisce «nuovi guru», persone che pretenderebbero di insegnare non solo l’arte, ma perfino «il vivere», evocando un passato di «colonizzazione culturale» in cui, sostiene, venivano pagati consulenti esterni per dare prestigio a manifestazioni prive di reale valore.
«Ci promettevano persino che prima o poi ci avrebbero tolto l’anello dal naso», scrive con evidente ironia, parlando di un «grande ritorno dell’anello al naso» e denunciando quella che considera un’accettazione passiva di modelli culturali imposti.
In un successivo commento, Aronica allarga la riflessione al turismo, ricordando un episodio avvenuto durante un convegno.
«Tempo fa – racconta – in risposta all’ennesima protesta per il breve soggiorno dei turisti nella nostra meravigliosa città, domandai semplicemente: di quale turista parliamo? Che tipo di turista immaginiamo e desideriamo? Che identità turistica vogliamo dare alla più bella città tra i mortali?».
Una domanda che, secondo lui, sarebbe rimasta senza risposta.
«Ci fu il silenzio. Lo stesso silenzio che rappresenta la lunga ombra di questo calderone di sciasciana memoria».
Per Aronica, il problema della cultura e quello del turismo sono strettamente collegati. «Crediamo davvero – scrive – che l’appassionato, l’intenditore, il cultore, l’intellettuale o semplicemente l’uomo pensante e libero non si accorga della miseria di tante proposte e iniziative?».
Il post si conclude con un’accusa diretta a un sistema che, secondo Aronica, tende a emarginare chi possiede competenze, esperienza e idee.
«Chi è competente, chi ha i numeri, i titoli e le idee va lasciato ai margini perché potrebbe sparigliare, inquietare, suscitare dubbi e persino cambiare le cose».
Nonostante il quadro fortemente critico, Aronica rivendica la volontà di continuare il proprio impegno.
«E nonostante tutto, noi non ci fermiamo. Soli, anarchici e di tenace concetto, finché morte non ci separi».
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