La Procura di Agrigento ha fatto notificare l’avviso di conclusione delle indagini nell’ambito della maxi inchiesta su “appalti e mazzette”, che ipotizza un presunto sistema di corruzione per “pilotare” gli appalti pubblici in favore di determinate imprese e ditte. Complessivamente sono gli 32 indagati, tra loro c’è anche il deputato ed ex assessore regionale all’Energia, Roberto Di Mauro. All’onorevole contestato il reato più grave: l’associazione a delinquere con ruolo di promotore. Tra gli appalti che sarebbero stati “truccati” primo fra tutti lo stralcio della nuova rete idrica del Comune di Agrigento, dal valore di oltre 37 milioni di euro. Il reato di associazione a delinquere viene contestato all’onorevole Di Mauto, e anche al superburocrate Sebastiano Alesci, ex dirigente del Comune di Licata, all’ex consigliere provinciale Luigi Sutera Sardo e all’ex dirigente del Comune di Ravanusa, Vittorio Giarratana.
Nel mirino della magistratura sono finiti anche i lavori di manutenzione straordinaria della strada provinciale 19 Salaparuta-Santa Margherita di Belìce da 2,4 milioni di euro, la riqualificazione e ristrutturazione dello stadio “Dino Liotta” di Licata e la realizzazione dell’impianto di trattamento dei rifiuti a Ravanusa da 20,4 milioni.
I NOMI DEGLI INDAGATI. Sebastiano Alesci, 66 anni, di Licata; Antonino Belpasso, 38 anni, di Catania; Rosaria Bentivegna, 68 anni, di Catania; Giuseppe Capizzi, 38 anni, di Bronte; Dino Caramazza, 44 anni, di Favara; Federica Caramazza, 37 anni, di Favara; Antonino Catania, 57 anni, di Bronte; Alessandro D’Amore, 56 anni, di Matino (Lecce); Raffaele De Sio, 47 anni, di Salerno; Roberto Di Mauro, 70 anni, di Agrigento; Maurizio Giuseppe Domenico Savio Falzone, 63 anni, di Licata; Vittorio Giarratana, 53 anni, di Ravanusa; Filippo Interlicchia, 57 anni, di Catania; Francesca Irene Laterra, 53 anni, di Ragusa; Lorenzo Leanza, 50 anni, di Piazza Armerina; Giovanni Mangiapane, 38 anni, di Bagheria; Carmela Moscato, 65 anni, di Favara; Maria Parisi, 72 anni, di Favara; Antonino Putrino, 27 anni, di Bronte; Stefano Salemi, 48 anni, di Favara; Maria Sitibondo, 43 anni, di Licata; Luigi Sutera Sardo, 60 anni, di Favara; Giuditta Turco, 62 anni, di Battipaglia; Alessandro Vetro, 46 anni, di Favara.
Sotto inchiesta finiscono anche 8 società: “Be.i.Co Srl” di Catania; Consorzio Stabile Della di Maletto; “Edilroad Srl” di Favara; “Essequattro costruzioni Srl” di Favara; “Gen.Costruzioni Srl” di Maletto; “Nuova Faise Srl” di Galatone; “Omnitech Srl” di Modugno; “S.M Srl” di Favara.
Roberto Di Mauro, Sebastiano Alesci, Luigi Sutera Sardo e Vittorio Giarratana devono rispondere di associazione a delinquere. I primi due, secondo l’ipotesi della Procura di Agrigento (il procuratore Giovanni Di Leo e i sostituti Annalisa Failla e Gaspare Bentivegna), sarebbero i promotori ed organizzatori del “sistema”. L’accusa è pesantissima: “Avrebbero fatto parte di un’associazione a delinquere finalizzata ai delitti contro la Pubblica Amministrazione (turbata libertà degli incanti, corruzione, concussione, indebita induzione, rivelazione di segreti d’ufficio) nell’ambito di procedure e finanziamenti riconducibili alla Regione Siciliana ed assessorati regionali ed Enti territoriale, alterando le procedure di gara, orientando la redazione e la modifica di atti amministrativi, imponendo o pilotando le nomina in uffici tecnici ed enti pubblici al fine, nonché esercitando pressioni su funzionari e amministratori pubblici, al fine di assicurare l’aggiudicazione di lavori, servizi e forniture ad imprese riconducibili agli associati o a soggetti da questi indicati, altresì condizionando gli esiti elettorali del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, mediante il pilotaggio di voto degli aventi diritto, così da garantire l’elezioni di soggetti ritenuti funzionali agli interessi del sodalizio e consolidare il controllo sulle successiva attività amministrative dell’Ente”.
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