Il funzionario del Comune di Agrigento, indagato nell’inchiesta sull’appalto milionario della Mosella, ha avanzato, attraverso il suo legale, l’avvocato Giuseppe Scozzari, ricorso al Tribunale del Riesame di Palermo chiedendo il dissequestro dei quasi 31 mila euro. La somma in contanti, suddivisa in banconote da 50, 100 e 200 euro, era stata sequestrata dai poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Agrigento a margine di una perquisizione domiciliare.
Per la difesa i soldi sono di lecita provenienza. Il tribunale della Libertà deciderà lunedì. Al centro dell’inchiesta, c’è l’appalto da 3.2 milioni di euro per la manutenzione straordinaria della strada della Mosella. L’appalto è stato aggiudicato dalla “Andiva Srl”, una società che per i pubblici ministeri agrigentini sarebbe stata costituita ad hoc dagli imprenditori favaresi e intestata a due prestanome.
La “Andiva” ha partecipato alla gara d’appalto insieme ad altre due imprese aggiudicandosi i lavori lo scorso 16 febbraio. Per gli inquirenti dietro la “Andiva” ci sono gli imprenditori favaresi Antonino Milioti, 46 anni, Dino Caramazza, 45 anni, che, intestando la nuova società a dei prestanome, avrebbero ottenuto la gara sotto fittizia identità al fine di eludere indagini in materia di normativa antimafia ed eventuali misure di prevenzione.
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