I carabinieri del nucleo operativo ecologico di Caltanissetta e del reparto territoriale di Gela questa mattina hanno eseguito una misura agli arresti domiciliari nei confronti di 5 persone con l’accusa di traffico illecito di rifiuti. Decapitati i vertici che gestiscono la discarica pubblica di Timpazzo, a Gela. Domiciliari per la manager dell’azienda, per i tecnici di riferimento e per i responsabili d’area del sito di conferimento. Sono accusati di traffico illecito di rifiuti e di illeciti nella gestione dei rifiuti che arrivano dagli altri comuni della Sicilia.
La società Impianti Srr, controllata dalla Srr4, è stata sequestrata ed è stato nominato un commissario. Dalle indagini è emerso che nella discarica di Timpazzo sono stati conferiti, movimentati e successivamente interrati ingenti quantitativi di rifiuti solidi urbani indifferenziati in assenza dei cicli di trattamento previsti, per circa 10-12.000 tonnellate.
Inoltre si è accertato che i rifiuti organici provenienti dai comuni soci e che, in quanto tali, dovevano essere trattati all’interno dell’impianto, venivano spesso versati in discarica. Tutti gli indagati hanno respinto le accuse. La notizia ha un riflesso anche sulla provincia di Agrigento. Il sito di Timpazzo è infatti lo snodo fondamentale dove conferiscono storicamente i propri rifiuti comuni come Licata, Campobello di Licata, Naro e Porto Empedocle, ma non soltanto.
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