La Procura della Repubblica di Caltanissetta nell’ambito di una complessa inchiesta su presunti episodi di corruzione, concussione e induzione indebita al Comune di Sommatino, ha avanzato richiesta di 3 misure di custodia cautelare in carcere, 4 provvedimenti di arresti domiciliari e una misura interdittiva. Ad occuparsi delle indagini i carabinieri del Comando provinciale di Caltanissetta. I magistrati inquirenti hanno chiesto la misura della custodia in carcere per il sindaco Salvatore Letizia, 51 anni, per il capo dell’Area Tecnica comunale Roberto Alotta, 52 anni, e per l’imprenditore favarese Diego Caramazza, 44 anni, ritenuto titolare di fatto della “Edilroad srl”.
Le richieste di cattura avanzate dalla procura nissena colpiscono tre componenti della giunta comunale, sollecitando la misura degli arresti domiciliari per la vice sindaco Mariangela Castellano, 38 anni, e per l’assessore al Turismo e allo Spettacolo Jean Pierre Rumeo, 58 anni.
Il provvedimento dei domiciliari è stato richiesto anche per il geometra Calogero Vendra, 61 anni, in qualità di progettista e direttore dei lavori del cimitero comunale, e per l’imprenditore Luigi Pulci, 58 anni. Per Lorenzo Pulci, 61 anni, è stato invece invocato il divieto temporaneo di contrattare con la Pubblica Amministrazione. L’impianto accusatorio individua nei vertici dell’amministrazione comunale i presunti responsabili di un sistema di concussione continuata in concorso legato alla gestione delle manifestazioni locali.
Secondo la Procura, il sindaco Letizia, la vice sindaco Castellano e l’assessore Rumeo, abusando dei poteri istituzionali e della loro posizione di organizzatori della «terza Sagra dell’Agricoltura Sommatino sei Tu» del novembre 2024, avrebbero costretto i commercianti e i bancarellisti presenti a versare somme in contanti non dovute, comprese tra 40 e 150 euro giornalieri, per ottenere l’allaccio elettrico e l’uso degli stand. La cifra complessiva intascata non sarebbe inferiore a 10.700 euro.
Uno dei filoni ipotizza infine un sistema di corruzione continuata per l’aggiudicazione di due lotti di interventi presso la Villa Garibaldi e per la promessa di affidamento delle opere al Cimitero comunale. Secondo l’ipotesi d’accusa, l’imprenditore favarese Diego Caramazza avrebbe corrisposto una tangente da 45 mila euro complessivi, ripartita in quote da 15 mila euro ciascuno tra il sindaco Letizia, il tecnico Alotta e il professionista esterno Calogero Vendra, per ottenere l’affidamento diretto alla “Edilroad srl” dei lavori della villa, lievitati poi nel maggio 2025 grazie a una perizia di variante in aumento di circa 30 mila euro.
Per eludere le soglie del Codice degli appalti e procedere senza gara, i due lotti della villa sarebbero stati mantenuti artificiosamente separati. Nel medesimo reato è contestato il concorso materiale di Federica Caramazza (nei confronti della quale però non è stata chiesta alcuna misura cautelare), individuata come il soggetto che avrebbe preparato le banconote destinate al sindaco.
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