È stata convocata la prima seduta del nuovo Consiglio comunale di Agrigento. L’assemblea si riunirà venerdì 26 giugno alle ore 17:30, segnando ufficialmente l’avvio dell’attività dell’Aula dopo l’elezione del sindaco Michele Sodano.
La seduta sarà particolarmente importante perché darà il via alla nuova consiliatura e consentirà l’insediamento dei consiglieri eletti. Tra i primi adempimenti figurano la verifica delle condizioni di eleggibilità e compatibilità degli eletti e i passaggi istituzionali previsti dalla normativa.
L’appuntamento rappresenta anche il primo vero banco di prova politico della nuova amministrazione. In Aula, infatti, il sindaco Sodano dovrà confrontarsi con un Consiglio comunale nel quale la maggioranza numerica è nelle mani del centrodestra, forte del risultato ottenuto dalle liste al primo turno. Una dinamica che renderà particolarmente significative le scelte che accompagneranno l’avvio della legislatura, a partire dagli assetti istituzionali del Consiglio.
Definiti i seggi della nuova consiliatura. Da Piparo a Civiltà, da Vullo a Crosta: prende forma l’Aula Sollano. Al centro della partita politica l’elezione del presidente del Consiglio comunale.
Mentre il sindaco Michele Sodano lavora alla composizione definitiva della giunta e alla riorganizzazione della macchina amministrativa, negli uffici della Presidenza del Consiglio comunale si stanno predisponendo gli atti necessari per la convocazione della prima seduta della nuova consiliatura. I seggi sono ormai definitivi e l’Aula Sollano è pronta a ripartire.
La maggioranza numerica resta saldamente nelle mani del centrodestra, forte del risultato ottenuto dalle liste al primo turno. In Consiglio comunale siederanno cinque consiglieri di Fratelli d’Italia: Gerlando Piparo, Pasquale Spataro, Costantino Ciulla, Simone Gramaglia e Laura Vento. Quattro i rappresentanti di Forza Italia: Giovanni Civiltà, Davide Cacciatore, Cristian Licata e Geraldo Alongi. Tre i rappresentanti dell’MPA-Grande Sicilia: Marco Vullo, Angelo Vaccarello, Ilaria Settembrino Due i consiglieri di Forza Azzurri, Marcello Fattori e William Giacalone, mentre la Lega potrà contare su Valentina Cirino e Alessia Cantone. Sul fronte della coalizione che sostiene il sindaco Sodano entreranno in Aula i consiglieri di Controcorrente, Giovanni Crosta, Elvira Mangione e Maria Miccichè, quelli del Partito Democratico, Giampiero Carta e Sandro Fanara, oltre ai rappresentanti della Democrazia Cristiana, Calogero Catania e Giuseppe Nocera. A questi si aggiungerà, come previsto dalla normativa, il candidato sindaco sconfitto al ballottaggio Dino Alonge, che salvo clamorosi ripensamenti andrà ad infoltire la batteria dell’area politica vicina all’MPA e all’assessore regionale Roberto Di Mauro.
La partita più importante delle prossime settimane sarà quella per l’elezione del presidente del Consiglio comunale, una figura tutt’altro che simbolica. Dopo il sindaco, infatti, il presidente dell’Aula rappresenta la seconda carica istituzionale più importante del Comune. Ha il compito di convocare e dirigere le sedute consiliari, garantire il rispetto del regolamento, assicurare il corretto svolgimento dei lavori e rappresentare l’intero Consiglio comunale. In caso di assenza o impedimento del sindaco, inoltre, svolge un ruolo istituzionale di particolare rilevanza nei rapporti con gli altri organi dell’ente.
Alla carica è associata anche un’indennità pari a quella prevista per il vicesindaco, elemento che contribuisce a rendere ancora più ambita la corsa alla presidenza.
Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza ci sono quelli dei consiglieri più votati. In Fratelli d’Italia guardano alla presidenza Gerlando Piparo, già assessore durante l’amministrazione Miccichè, Pasquale Spataro e Simone Gramaglia. Sul fronte femminile potrebbe emergere la candidatura di Laura Vento, alla sua prima esperienza in Consiglio comunale ma protagonista di un ottimo risultato elettorale.
Nell’MPA scalpitano invece Marco Vullo, assessore per tutti e cinque gli anni dell’amministrazione Miccichè e profondo conoscitore della macchina comunale, e Angelo Vaccarello, altro nome autorevole all’interno del partito.
In Forza Italia non nasconde le proprie ambizioni Giovanni Civiltà, che potrebbe puntare a tornare sulla poltrona più alta dell’Aula Sollano. Ma tra le ipotesi ci sarebbe anche Gerardo Alongi eletto nelle file di Forza Italia e con una lunga esperienza politica.
Più difficile, almeno sulla carta, un’elezione proveniente dai banchi della minoranza. Nelle file del Partito Democratico i nomi che potrebbero essere spesi sono quelli di Giampiero Carta e Sandro Fanara, ma appare improbabile che il centrodestra, forte dei numeri in Consiglio comunale, possa lasciare la presidenza dell’assemblea all’opposizione. A meno che non entrino in gioco accordi trasversali, franchi tiratori o dinamiche politiche capaci di sparigliare le carte.
Una cosa è certa: la partita è apertissima. E il primo vero confronto politico della nuova consiliatura potrebbe consumarsi proprio attorno all’elezione del prossimo presidente del Consiglio comunale.
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