Pitan Beer, la birra che nasce dalle radici: la storia di Gaspare Pitanza e Valeria Vita
C’è chi torna nella propria terra con la nostalgia nel cuore e chi, invece, trasforma quel richiamo in un progetto di vita. È la storia di Gaspare Pitanza e Valeria Vita, fondatori di Pitan Beer, protagonisti del quinto appuntamento di Storie da Bere, ospitato a Casa Diodoros, nel cuore della Valle dei Templi.
Un racconto fatto di scelte, sacrifici e passione, che affonda le sue radici in una decisione presa vent’anni fa. Dopo un lungo periodo vissuto a Imola, Gaspare e Valeria scelgono di trasferirsi a Favara. Un ritorno che non è stato soltanto geografico, ma soprattutto emotivo.
«Stare lontani dalla Sicilia per tanti anni ci ha fatto capire quanto vale questa terra», hanno raccontato durante l’incontro. Da quella consapevolezza nasce il desiderio di creare qualcosa che sapesse raccontare il territorio attraverso un prodotto autentico.
La scintilla è la passione per la fermentazione. Gaspare, oggi mastro birraio dell’azienda, inizia a studiare e sperimentare lavorando principalmente su orzo e frumento. Le prime produzioni nascono in casa, quasi per gioco. Poi, poco alla volta, l’hobby lascia spazio a un progetto imprenditoriale sempre più strutturato.
Nasce così Pitan Beer, una realtà che punta tutto sulla qualità artigianale e sul rispetto dei tempi della natura. Le loro birre sono non filtrate e rifermentate in bottiglia, senza l’aggiunta di anidride carbonica industriale. Un processo più lento rispetto alle produzioni industriali, ma capace di preservare aromi, profumi e caratteristiche originali.
Fondamentale anche la scelta delle materie prime: luppoli in fiore, malto d’orzo e ingredienti accuratamente selezionati, lavorati seguendo un percorso produttivo che privilegia la qualità rispetto ai grandi numeri.
Tra i progetti più significativi illustrati nel corso della serata c’è la Birra Diodoros, realizzata utilizzando il grano antico Perciasacchi, una varietà che rappresenta una delle eccellenze dell’agricoltura siciliana. Un prodotto che racchiude l’identità del territorio e rafforza il legame tra birra artigianale e tradizione.
Oggi Pitan Beer produce circa 14 mila bottiglie all’anno e le sue etichette trovano spazio nei resort e nei ristoranti di alta qualità, spesso attraverso collaborazioni che prevedono personalizzazioni dedicate alle singole strutture.
A dialogare con i due imprenditori è stato Calogero Trupia, delegato AIS Agrigento e Caltanissetta, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta di una realtà capace di trasformare una passione domestica in un’eccellenza riconosciuta.
Più che una semplice storia di birra, quella di Gaspare Pitanza e Valeria Vita è una storia di ritorno. Il racconto di chi ha scelto di investire nella propria terra, trasformando le radici in un progetto concreto e il territorio in un ingrediente essenziale di ogni bottiglia.
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