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Home » Top » Fine dell’emergenza idrica, il prefetto Caccamo: «Si torna al regime ordinario, il regolamento è stato condiviso anche dai sindaci»

Fine dell’emergenza idrica, il prefetto Caccamo: «Si torna al regime ordinario, il regolamento è stato condiviso anche dai sindaci»

2 Giugno 2026
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A margine delle celebrazioni per la Festa della Repubblica che si sono svolte questa mattina in Prefettura ad Agrigento, il prefetto Salvatore Caccamo è intervenuto sul tema della distribuzione idrica e sulle polemiche emerse dopo la cessazione dello stato di emergenza.

Rispondendo alle domande dei cronisti, il rappresentante del Governo ha chiarito che con la fine della fase emergenziale si torna al sistema di regolamentazione già previsto prima dell’emergenza stessa.

«Si instaura un regime previgente alla dichiarazione di emergenza, quindi quando già il sistema di approvvigionamento alternativo aveva determinate regole. Si ritorna a quello che era il sistema e alla relativa regolamentazione», ha spiegato il prefetto.

Caccamo ha inoltre sottolineato come le nuove disposizioni adottate in seguito alla cessazione dell’emergenza siano state condivise con il territorio e approvate anche dai sindaci.

«Voglio ricordare che questo regolamento, con i nuovi accorgimenti riferiti alla cessazione dell’emergenza, è stato approvato pure dai sindaci. È un regolamento che il territorio ha voluto», ha aggiunto.

Il prefetto ha quindi ribadito la disponibilità della Prefettura a continuare l’attività di interlocuzione e coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti nella gestione del servizio idrico.

«Posso garantire la mia interlocuzione, come ho sempre fatto, con il territorio, con i sindaci, con l’ente gestore e con il sovrambito. Questo rientra nel mio compito istituzionale, ma soprattutto nel dovere di sostenere percorsi che siano pienamente legali».

Infine, Caccamo ha richiamato il ruolo dei sindaci quali autorità sanitarie locali, ricordando gli strumenti normativi a loro disposizione per affrontare eventuali criticità.

«Ho rappresentato ai sindaci che, nella loro qualità di autorità sanitaria locale, possono adottare provvedimenti ai sensi dell’articolo 50 del Testo unico degli enti locali. Su questo fronte ho dato piena disponibilità a sostenere eventuali ordinanze e ho illustrato ampiamente questa possibilità».

Parole che arrivano mentre continua il confronto tra istituzioni, gestori del servizio e categorie economiche sulle modalità di approvvigionamento idrico dopo la fine della fase emergenziale.

Fine dell’emergenza idrica, il prefetto Caccamo: «Si torna al regime ordinario, il regolamento è stato condiviso anche dai sindaci»

A margine delle celebrazioni per la Festa della Repubblica che si sono svolte questa mattina in Prefettura ad Agrigento, il prefetto Salvatore Caccamo è intervenuto sul tema della distribuzione idrica e sulle polemiche emerse dopo la cessazione dello stato di emergenza.

Rispondendo alle domande dei cronisti, il rappresentante del Governo ha chiarito che con la fine della fase emergenziale si torna al sistema di regolamentazione già previsto prima dell’emergenza stessa.

«Si instaura un regime previgente alla dichiarazione di emergenza, quindi quando già il sistema di approvvigionamento alternativo aveva determinate regole. Si ritorna a quello che era il sistema e alla relativa regolamentazione», ha spiegato il prefetto.

Caccamo ha inoltre sottolineato come le nuove disposizioni adottate in seguito alla cessazione dell’emergenza siano state condivise con il territorio e approvate anche dai sindaci.

«Voglio ricordare che questo regolamento, con i nuovi accorgimenti riferiti alla cessazione dell’emergenza, è stato approvato pure dai sindaci. È un regolamento che il territorio ha voluto», ha aggiunto.

Il prefetto ha quindi ribadito la disponibilità della Prefettura a continuare l’attività di interlocuzione e coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti nella gestione del servizio idrico.

«Posso garantire la mia interlocuzione, come ho sempre fatto, con il territorio, con i sindaci, con l’ente gestore e con il sovrambito. Questo rientra nel mio compito istituzionale, ma soprattutto nel dovere di sostenere percorsi che siano pienamente legali».

Infine, Caccamo ha richiamato il ruolo dei sindaci quali autorità sanitarie locali, ricordando gli strumenti normativi a loro disposizione per affrontare eventuali criticità.

«Ho rappresentato ai sindaci che, nella loro qualità di autorità sanitaria locale, possono adottare provvedimenti ai sensi dell’articolo 50 del Testo unico degli enti locali. Su questo fronte ho dato piena disponibilità a sostenere eventuali ordinanze e ho illustrato ampiamente questa possibilità».

Parole che arrivano mentre continua il confronto tra istituzioni, gestori del servizio e categorie economiche sulle modalità di approvvigionamento idrico dopo la fine della fase emergenziale.

Intanto……

Acqua, Aica diffida Siciliacque. Colianni convoca un vertice urgente: «Fermare la guerra dell’acqua»

La tensione sulla gestione delle risorse idriche in provincia di Agrigento raggiunge un nuovo livello. Aica ha notificato una diffida formale a Siciliacque chiedendo un immediato incremento delle forniture, mentre l’assessore regionale all’Energia e ai Servizi di Pubblica Utilità, Francesco Colianni, ha convocato per giovedì a Palermo un tavolo straordinario nel tentativo di scongiurare una crisi che rischia di avere pesanti ripercussioni sul territorio.

Secondo quanto emerge dal documento inviato il 31 maggio, Aica contesta a Siciliacque il mancato riscontro alle richieste avanzate nei mesi scorsi per aumentare le risorse destinate alla provincia di Agrigento. Nella diffida, firmata dal direttore generale dell’azienda, Giovanni Nobile, e dal presidente dell’assemblea dei sindaci, Giuseppe Bennardo, si evidenzia come l’attuale disponibilità d’acqua nei bacini siciliani consentirebbe un incremento delle forniture.

L’azienda che gestisce il servizio idrico integrato nei Comuni agrigentini parla apertamente di una situazione non più sostenibile e avverte che, senza interventi immediati, il territorio rischia di entrare in una fase di forte criticità proprio alle porte della stagione estiva.

Nella diffida viene inoltre sottolineato come la persistente carenza di approvvigionamento stia mettendo in difficoltà non soltanto le famiglie, ma anche scuole, strutture sanitarie, attività produttive e l’intero tessuto economico provinciale. Aica ha anche annunciato di aver interessato le Procure della Repubblica di Agrigento e Palermo e di avere chiesto l’intervento del presidente della Regione Renato Schifani, sollecitando l’adozione di misure straordinarie e poteri sostitutivi.

Di fronte all’inasprirsi dello scontro, l’assessore regionale Francesco Colianni ha deciso di intervenire convocando un vertice urgente con tutti i soggetti coinvolti. L’obiettivo è evitare che il confronto si trasformi in un lungo contenzioso amministrativo e giudiziario, con conseguenze dirette sulla popolazione e sull’economia del territorio.

Il tavolo convocato a Palermo punta a individuare una soluzione condivisa e ad aprire una riflessione più ampia sul futuro della gestione idrica in Sicilia occidentale. Lo stesso Colianni, secondo quanto riportato, guarda anche alla necessità di accelerare il percorso verso una riforma del settore e una maggiore integrazione della governance del servizio.

Nel frattempo cresce la preoccupazione delle categorie economiche. La Delegazione comunale di Confcommercio Agrigento ha lanciato un appello affinché il confronto tra enti non finisca per penalizzare imprese, lavoratori e turismo. Il presidente Francesco Picarella ha ricordato come molte attività abbiano garantito continuità ai servizi sostenendo costi elevati per approvvigionamenti alternativi e ha messo in guardia dal rischio che le attuali tensioni possano compromettere l’immagine del territorio proprio nel pieno della stagione turistica.

«I bracci di ferro non risolvono i problemi», è il messaggio lanciato da Confcommercio, che chiede senso di responsabilità e soluzioni rapide. Perché, come sottolineato dall’associazione di categoria, «di emergenza si può sopravvivere per un periodo, ma di emergenza non si può vivere».

La sensazione è che la vertenza sull’acqua sia arrivata a un punto di svolta. Da una parte le richieste di Aica per ottenere maggiori forniture, dall’altra la posizione di Siciliacque e, sullo sfondo, la necessità per la Regione di trovare una sintesi che eviti una nuova estate di emergenze per cittadini, imprese e amministrazioni locali.

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