AIS Sicilia, a Casa Diodoros l’evento “Piccoli Sorsi” dedicato ai piccoli produttori del vino
Tra calici che raccontano il territorio, piccoli produttori custodi di identità agricole e giovani appassionati desiderosi di scoprire il vino oltre le etichette commerciali, Casa Diodoros si è trasformata in un luogo di incontro, racconto e convivialità. “Piccoli Sorsi”, l’evento promosso da AIS Sicilia Agrigento–Caltanissetta insieme a Casa Diodoros – Parco Valle dei Templi, ha acceso i riflettori su una Sicilia del vino fatta di produzioni limitate, filosofia contadina e ritorno alle origini.
A partecipare soprattutto giovani, allievi AIS, cultori del vino e curiosi che hanno scelto di vivere un’esperienza autentica tra degustazioni, racconti di viticoltori, food, musica e tramonti mozzafiato nella cornice della Valle dei Templi. Una formula diversa dal classico evento di degustazione: meno numeri, più storie; meno marketing, più rapporto umano con chi il vino lo produce davvero.
Molto apprezzati i banchi d’assaggio al tramonto, la masterclass “Sorsi d’Italia – Viaggio tra piccole grandi eccellenze” guidata dai sommelier AIS Martino Graziano e Giusy Mauro con l’introduzione del presidente AIS Sicilia Francesco Baldacchino, ma anche l’area food e il DJ set che ha accompagnato la serata fino al calare del sole.
Casa Diodoros, sempre più casa del vino e dei sapori del territorio, è diventata anche un luogo di pausa e socialità nelle ore che hanno preceduto il voto amministrativo del 24 e 25 maggio. Un’atmosfera rilassata, elegante ma genuina, vissuta tra calici condivisi, confronto e convivialità.
Tra le cantine che hanno attirato l’attenzione degli appassionati anche Villa Viticcè, realtà che punta su eleganza, identità territoriale e recupero della tradizione vitivinicola siciliana; Tenute Cuffaro, presenti anche nella masterclass “Sorsi d’Italia” con il “Giuvanni 2024”, e l’azienda agricola Calogero Caruana, altra espressione autentica di una viticoltura artigianale legata ai ritmi della terra e alla valorizzazione del territorio agrigentino.
Tra le realtà presenti ha suscitato particolare interesse anche Baglio Pileri della famiglia Alessi, nata dal desiderio di riallacciare un legame profondo con la terra in Contrada Pileri, a Montallegro, a circa 500 metri sul livello del mare, su terreni argillosi, sabbiosi e gessosi. Una produzione limitata, biologica e fortemente identitaria che racconta una filosofia fatta di rispetto della natura, recupero delle origini e attenzione artigianale in ogni fase della produzione.
Due le etichette protagoniste: Archì Bianco e Archì Rosso.
Il bianco si distingue per profumi che spaziano dalla mela cotogna al tamarindo, passando per albicocca ed erbe aromatiche. In bocca colpisce per sapidità e freschezza, ideale con sarde a beccafico, coniglio in agrodolce, formaggi di capra e piatti della tradizione siciliana. Un vino biologico macerato, quasi “orange”, che racconta un approccio naturale e contemporaneo.
L’Archì Rosso, invece, regala note di ciliegia, prugna, pepe nero e richiami vegetali. Al palato è morbido, con tannini eleganti e persistenti, perfetto con anelletti al forno, parmigiana di melanzane e formaggi stagionati. Anche in questo caso emerge la filosofia di una viticoltura rispettosa, artigianale e profondamente legata al territorio.
Alla masterclass sono stati degustati vini provenienti da diverse realtà italiane e siciliane, tra cui Terre di Entella, Tenute Cuffaro Giovanni, Tenute Camilleri, Cammisuli, Bibi Graetz, Secondo Marco, F.lli Bernini e Figliej Chêmp.
Ai banchi d’assaggio, invece, protagonisti numerosi piccoli produttori e vignaioli del territorio: Baglio Pileri, Campisidrasi, Catalano Viticoltori, Domina Miccina, Fiore Azienda Agricola, Quignones, Principi di Mola, Le Sette Aje, Morreale Casa Vinicola, Tenuta Morreale Agnello, Cantine Pepi Vigliante, Leonarda Tardi, Tenuta Stoccatello, Villa Viticcè, Embrace, Marinium, Passofonduto Giuseppe Cipolla, Arke, Tenute Camilleri, Cammisuli Brothers, Tenute Cuffaro, Calogero Caruana, Azienda Agricola Innata del Lazio e Amari 7 Vicoli, insieme a tante altre realtà che rappresentano la nuova energia del vino siciliano.
“Piccoli Sorsi” ha confermato come il futuro del vino passi sempre più dalla prossimità, dal racconto umano e dalla capacità di fare rete tra piccoli produttori che scelgono qualità, identità e sostenibilità invece dei grandi numeri.
Tra le sorprese finali più apprezzate della serata anche i distillati e i vermouth prodotti con essenze e richiami botanici del Mediterraneo e della Valle dei Templi. Un percorso sensoriale che ha allargato l’esperienza oltre il vino, raccontando un altro modo di valorizzare il territorio attraverso profumi, erbe aromatiche e agrumi.
Particolare curiosità ha suscitato Marinium Gin, progetto nato dall’idea di quattro amici che hanno trasformato la loro passione per il mare in un distillato identitario. Più che un semplice gin, Marinium si presenta come un omaggio al Mediterraneo, alla sua biodiversità e alle sue atmosfere, evocando sapori salmastri, essenze aromatiche e richiami alla costa siciliana.
Molto apprezzato anche Corte d’Agrumìa, vermouth rosso aromatizzato ottenuto da vino bianco, alcool e infusi naturali di piante officinali, scorze di agrumi, erbe e spezie. Un prodotto che richiama i profumi della Sicilia e del Mediterraneo, caratterizzato da una gradazione di 18% vol. e da un equilibrio tra note agrumate, speziate ed erbacee. Anche in questo caso il filo conduttore resta il territorio, raccontato attraverso botaniche, essenze e suggestioni che trasformano ogni sorso in un viaggio sensoriale legato alla terra e al mare di Sicilia.
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