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Agrigento, il campo progressista tenta la spallata

Domenico Vecchio Di Domenico Vecchio
20 Maggio 2026
in Top, Politica, 🗳️ Città al voto
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Agrigento, il campo progressista si compatta attorno a Sodano: sfida aperta con Alonge, Gentile e Di Rosa

A quattro giorni dal voto, il centrosinistra agrigentino prova a cambiare il copione di una città che, storicamente, ha quasi sempre guardato al centrodestra e alle aree moderate.

E non è un caso che, nelle ultime ore di campagna elettorale, l’area progressista abbia deciso di mostrarsi compatta attorno alla candidatura di Michele Sodano, trasformando una semplice dichiarazione alla stampa in un messaggio politico ben preciso: ad Agrigento il “campo largo” esiste, è unito e vuole provare a vincere davvero.

Questa mattina, nel centro cittadino, accanto a Sodano si sono ritrovati il senatore di Italia Viva Davide Faraone, il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo, la deputata nazionale dem Giovanna Iacono, il coordinatore regionale del Movimento Cinque Stelle Nunzio Di Paola e il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera. Una presenza politica significativa, soprattutto perché arriva nel momento più delicato della campagna elettorale, quello in cui si cerca di consolidare il consenso e convincere gli indecisi.

Il primo a parlare è stato Faraone, che ha scelto subito il registro dello scontro frontale: “Chi si presenta contro la candidatura di Sodano ha governato Agrigento”, ha detto, sostenendo che gli avversari rappresentino “la prosecuzione di un’amministrazione pessima che ha fatto perdere ad Agrigento l’opportunità di Capitale della Cultura”. Poi l’attacco alle promesse infrastrutturali finite al centro della campagna elettorale: “Con una campagna elettorale da Cetto La Qualunque stanno costruendo aeroporti ovunque”, ha ironizzato il senatore di Italia Viva, aggiungendo che “naturalmente non realizzeranno nulla e dimenticheranno tutto il giorno dopo il voto”.

Parole che fotografano perfettamente il clima di queste ultime settimane, segnate dal dibattito sull’aeroporto e dalle continue accuse reciproche tra gli schieramenti.

Anthony Barbagallo ha invece insistito sul valore politico dell’alleanza costruita attorno a Sodano: “Il primo dato è che il campo progressista è unico”, ha dichiarato, sottolineando come la coalizione voglia rappresentare “un’alternativa rispetto ai partiti e agli uomini che hanno governato una città in cui i servizi pubblici essenziali sono un miraggio”.

Un concetto ripreso anche da Giovanna Iacono, che ha parlato di “un modello di fare politica basato sulla concretezza, sui fatti e sul buon governo”, rivendicando una campagna elettorale “tra la gente e nei quartieri”.

Il Movimento Cinque Stelle, con Nunzio Di Paola, ha riportato il confronto sui problemi quotidiani della città: acqua, servizi e fuga dei giovani. “Ancora oggi ci sono zone dove l’acqua non arriva nelle case degli agrigentini”, ha ricordato l’esponente pentastellato, parlando di una città da cui “migliaia di agrigentini vanno via per mancanza di servizi”.

Ma il passaggio politicamente più significativo è probabilmente quello affidato a Ismaele La Vardera. Il leader di Controcorrente ha infatti trasformato la sfida agrigentina in un possibile laboratorio regionale: “La notizia è che il campo largo ad Agrigento è unito e compatto e questo potrebbe essere un modello vincente anche a livello regionale”. Un messaggio che guarda già oltre il voto del 24 e 25 maggio e che prova a lanciare un segnale all’intero centrosinistra siciliano.

A chiudere le dichiarazioni è stato Michele Sodano, che ha cercato di spostare il confronto dalla polemica politica alla prospettiva amministrativa: “Abbiamo costruito un modello unito dalle finalità di rilanciare Agrigento, creare lavoro e dare servizi a chi oggi non li ha”. La vera domanda, adesso, è se questa compattezza riuscirà davvero a scalfire gli equilibri storici della città. Perché Agrigento resta una piazza difficile per il centrosinistra. Il centrodestra mantiene radicamento, strutture e consenso consolidato. Ma la sensazione, negli ultimi giorni, è che la partita sia diventata molto più aperta di quanto si pensasse all’inizio della campagna elettorale.

Gli altri tre candidati sindaco alle elezioni comunali di Agrigento sono Dino Alonge, sostenuto dal centrodestra con Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc e Mpa; Luigi Gentile, appoggiato da Democrazia Cristiana, Lega, Noi Moderati e liste civiche; e Giuseppe Di Rosa, espressione di un progetto civico con le liste “Agrigento amore mio” e “Liberiamo Agrigento”.

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