I giudici della Corte di assise di Appello di Palermo hanno confermato l’ergastolo per Omar Edgar Nedelcov, il 26enne di nazionalità rumena, ritenuto l’autore del duplice omicidio di Maria Rus, 54 anni, e di Delia Zarnescu, 58 anni, ammazzate a Naro nella notte tra il 4 e il 5 gennaio del 2024. La sentenza di primo grado era stata emessa dai giudici della Corte di assise di Agrigento, presieduta dal giudice Wilma Angela Mazzara. Confermati anche l’isolamento diurno per tre anni dell’imputato e il risarcimento nei confronti della figlia di Maria Rus e dei parenti di Delia.
Tutti si sono costituiti parte civile tramite gli avvocati Calogero Meli, Giovanni Salvaggio e Giorgia Parisi, quest’ultima rappresenta l’associazione “Insieme a Marianna”. “Ha massacrato e fatto soffrire le due donne in maniera gratuita accanendosi con schiaffi, pugni, una lametta e altri oggetti contundenti. Le ha devastate e ha dato fuoco al cadavere di una delle due”. Così nella sua requisitoria il pm Elettra Consoli al processo di primo grado. Le due donne sono state uccise nelle loro abitazioni, distanti 150 metri l’una dall’altra, nel centro storico narese.
Una perizia, disposta dalla Corte di assise, ha escluso qualsiasi vizio di mente anche se il consulente della difesa sostiene che sia affetto da un disturbo “borderline” e la sua capacità fosse “gravemente scemata”. Versione che non ha convinto giudici e magistrati.
Secondo l’accusa il 26enne si sarebbe introdotto in casa di Maria Rus in vicolo Avenia e l’avrebbe colpita più volte, con estrema violenza, con pugni o oggetti contundenti sul viso e sul corpo. Il giovane si sarebbe poi accanito sul cadavere della vittima appiccando il fuoco. Da vicolo Avenia si sarebbe poi spostato in via Vinci, dove si sarebbe introdotto nell’abitazione di Delia Zarnescu forzando il portone. L’avrebbe poi colpita con violenza al viso, al torace e nel resto del corpo, con diversi oggetti presenti in casa, fino ad ucciderla. Alla donna sarebbero state inflitte con una lama diverse ferite alle gambe con il solo scopo di provocarne la sofferenza.
Nedelcov è stato fermato e arrestato nelle ore successive al duplice delitto dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Agrigento e dai militari della Stazione di Naro. Le immagini delle telecamere di sicurezza hanno immortalato il 26enne sui luoghi dei due omicidi. “Ha provato a confezionarsi un falso alibi chiamando il 112 e fingendo di avere soccorso Maria Rus dopo l’incendio della sua casa – ha spiegato la Procura -. Ha poi mandato dei messaggi alla fidanzata in cui le chiedeva di confermare che la sera prima erano assieme in un locale. La stessa madre ha consegnato i vestiti del ragazzo ancora sporchi di sangue”.
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