«Alla luce dei gravi fatti verificatisi nelle ultime ore ad Aragona, dove un gruppo di soggetti immigrati “ospitati” in uno degli otto centri nel territorio della città di Aragona si sarebbe affrontato in piena strada con spranghe e armi da taglio, causando ferimenti e momenti di forte tensione sociale, riteniamo non più rinviabile un intervento concreto e straordinario da parte delle istituzioni preposte alla sicurezza pubblica. Quanto accaduto rappresenta un episodio estremamente preoccupante che non può essere derubricato a semplice lite tra persone». Lo scrive Alfonso Basile, referente per Futuro Nazionale con Vannacci – Comitato Costituente Aragona 321
«Quando si arriva a scontri violenti in strada, degni di una tribù del terzo mondo nel cuore di un centro abitato, con cittadini impauriti e scene degne di periferie fuori controllo, significa che il livello di attenzione deve necessariamente alzarsi – si legge nella nota diffusa alla stampa -. Esprimiamo piena fiducia nell’operato dell’Arma dei Carabinieri e della Procura della Repubblica di Agrigento, che stanno svolgendo le indagini per individuare i responsabili e chiarire la dinamica dei fatti. Tuttavia, la popolazione di Aragona chiede oggi qualcosa in più: prevenzione, presenza dello Stato e controllo del territorio».
Per tali motivi nelle prossime ore Futuro Nazionale con Vannacci Comitato costituente Aragona 321 nella persona del suo referente Alfonso Basile chiederà formalmente al Prefetto di Agrigento e al Sindaco di Aragona Pendolino:
• un immediato rafforzamento dei controlli serali e notturni sul territorio comunale;
• una intensificazione della presenza delle forze dell’ordine nelle aree sensibili del paese;
• la convocazione urgente di un tavolo provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicato alla situazione di Aragona, alla luce di una possibile apertura di un nuovo centro di accoglienza;
• una mappatura delle aree maggiormente esposte a fenomeni di degrado, violenza e illegalità, in particolar modo della via Roma dove soggetti riconducibili ad uno o più di questi centri per ospiti sfrecciano in monopattino e controsenso tra le macchine in transito;
• un eventuale potenziamento dei sistemi di videosorveglianza urbana.
«La sicurezza non ha colore politico e non può essere affrontata solo dopo l’ennesimo episodio di sangue. Aragona è una comunità fatta di famiglie, lavoratori, anziani e giovani che hanno il diritto di vivere serenamente le proprie strade senza paura, anche in ore notturne come una volta. Le istituzioni dimostrino con i fatti che lo Stato è presente. Prima che qualcuno, la prossima volta, non torni più a casa. Tolleranza zero verso violenza e illegalità», conclude Alfonso Basile.

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